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La lista dei regali si sta allungando, si rispolverano le decorazioni dalla soffitta e si spediscono cartoline alla velocità della luce. Ah! A Natale, ci si rivede!

Qui a Marionnaud stiamo entrando nello spirito della stagione ma non sono passate inosservate ai nostri occhi le numerose tradizioni, stravaganti e meravigliose, di questo periodo dell’anno. Qual è la loro origine? Perché seguiamo alla perfezione una ‘lista di controllo’ delle festività? Abbiamo fatto qualche ricerca e siamo incappati in questi fatti interessanti sulle festività che chiariscono come stanno le cose. Preparati a scoprire grandi temi di discussione da condividere il giorno di Natale.

Babbo Natale proviene da una leggenda popolare olandese basata sui doni che San Nicola offriva il 6 dicembre (i bambini che lasciavano fuori le scarpe la notte precedente, il mattino successivo avrebbero trovato i doni di San Nicola). il santo che non compare nella Bibbia più famoso al mondo. A seconda della località, si chiama in modi diversi Christkind in Germania, Babbo Natale in Italia, Père Nol in Francia e Deushka Moroz (nonno gelo) in Russia.

Un gruppo di ingegnosi scienziati americani ha calcolato che Babbo Natale dovrebbe far visita a 822 abitazioni al secondo per consegnare tutti i doni la vigilia di Natale, viaggiando a circa 1.050 km al secondo. Un lavoretto veloce!
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Colpisce la pelle. Le sue vittime preferite sono i bambini, ma se ne può soffrire anche in età adulta. E non risparma nemmeno i nostri amici pet, senza far distinzione fra cani e gatti. E’ la tigna, un’infezione scatenata da un fungo che vive e prolifera sulla superficie della pelle, incurante della presenza o dell’assenza di peli o capelli.

Avere a che fare con le infezioni scatenate da questo parassita non è raro e spesso il fungo può colpire più punti dell’epidermide in una sola volta. Preferendo le zone calde e umide, questo parassita si moltiplica soprattutto sull’epidermide di chi ha spesso la pelle bagnata, ad esempio a causa di abbondanti sudorazioni o perché frequenta gli spogliatoi con doccia di palestre o piscine.

Riconoscerlo non è difficile e trattarlo in modo appropriato permette, in genere, di sconfiggerlo in un massimo di quattro setttimane. Ecco quali sono le sue caratteristiche, i sintomi dell’infezione, come curarla e come evitare il contagio.

la Tinea corporis colpisce la pelle del resto del corpo.

Oltre ad amare i punti della pelle caldi e umidi, questi funghi possono proliferare anche in seguito a piccole ferite della pelle, del cuoio capelluto e anche alle unghie. In genere per riconoscerli è sufficiente osservare le tipiche alterazioni della pelle causate dalla loro moltiplicazione, ma in caso di dubbi ci sono alcuni esami che permettono di eliminare ogni incertezza.

La tinea, infatti, diventa fluorescente se illuminata al buio con un’apposita lampada a luce blu. Inoltre la sua presenza può essere confermata coltivando in laboratorio le cellule della pelle infetta, attraverso biopsie o analizzando al microscopio prelievi effettuati rschiando la pelle laddove sono presenti le lesioni, sintomi tipici dell’infezione.

Le lesioni tipiche di questa micosi hanno l’aspetto di un anello formato da vescichette rosse o da pelle squamosa e arrossata, che crescono allargandosi sempre di più. Mano a mano che si espande, l’anello diventa chiaro al centro, mentre le zone più esterne, che rappresentano il fronte dell’infezione che avanza, continuano ad essere rossastre. Queste lesioni possono prudere, essere in rilievo e trasudare del liquido. In genere i loro bordi sono piuttosto netti.

Nel caso in cui il fungo infetti il cuoio capelluto può portare a una perdita di capelli tale da causare una calvizie a chiazze. Quando, invece, la tinea prolifera sulle unghie le scolora, le ispessisce e può sgretolarle. Non solo, il prurito può portare a grattarsi fino a promuovere sovrainfezioni batteriche. In questi casi ai sintomi tipici della tigna si possono aggiungere gonfiori, peggioramenti improvvisi dell’arrossamento della pelle, pus e febbre e l’area della pelle interessata può scaldarsi.

Rivolgersi al medico è fondamentale sia se le lesioni sono accompagnate da questi sintomi di sovrainfezione,
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sia se il fungo cresce nella barba, fra i capelli o sulla pelle di individui dal sistema immunitario debilitato o affetti da diabete.

Foto da What Does It Look Like

La cura di questa micosi inizia con una corretta igiene personale: la pelle deve essere mantenuta non solo pulita, ma anche ben asciutta e bisogna evitare di indossare capi che potrebbero sfregare sull’area irritata. Lenzuola, pigiama e altri vestiti utilizzati per dormire devono essere lavati tutti i giorni fino a che l’infezione non sarà scomparsa.

In genere il fungo può essere sconfitto utilizzando prodotti topici (cioè da apllicare solo localmente, sulla pelle) a base di miconazolo, clotrimazolo o principi attivi analoghi. La scelta può ricadere su polveri, lozioni o creme, che dovrebbero eliminare l’infezione in un massimo di quattro settimane. Se, però, l’infezione dovesse persistere per un tempo maggiore il medico potrebbe ritenere opportuna l’assunzione di pillole, utili anche in caso di recidive, se l’infezione riguarda il cuoio capelluto e nei casi più gravi.

Fra i farmaci che potrebbero essere prescritti sono inclusi il ketoconazolo e antibiotici per combattere eventuali sovrainfezioni batteriche.

Il contagio della tigna

La tinea è contagiosa e può diffondersi facilmente da una persona all’altra. La forma che colpisce la testa può, ad esempio, passare da un individuo ad un altro attraverso lo scambio di cappelli, pettini o spazzole. La Tinea corporis può, invece, trasmettersi attraverso gli asciugamani, i capi di vestiario o le attrezzature per lo sport.

Anche in questo caso, così come per eliminare il fungo dalla pelle, l’igiene personale è fondamentale. Per questo è necessario:

Nel cane e nel gatto la tigna può essere causata da diversi funghi. A volte la loro presenza nel mantello dei pet non scatena nessun sintomo, ma l’animale, portatore sano della micosi, può comunque trasmetterla ai suoi simili e all’uomo.

Fra i gatti i più colpiti sono i cuccioli, che possono presentare chiazze prive di pelo in cui la pelle è arrossata, leggermente pruriginosa e squamosa o con forfora. A volte la tigna è associata anche a forme di dermatite o può colpire le unghie. Per sconfiggerla il veterinario può consigliare di rasare il micio e di fargli assumere dei farmaci.

Anche nel caso dei cani le vittime principali dei funghi sono i cuccioli e i giovani adulti e il sintomo principale è la perdita di pelo a chiazze sul muso, sulle orecchie, le zampe e la coda. Inoltre anche nei cani l’infezione può riguardare anche le unghie. In genere non causa prurito, che può però insorgere in caso di sovrainfezioni batteriche, che si possono manifestare anche con la comparsa di croste. Il trattamento può prevedere l’uso di antimicotici (incluso lo stesso miconazolo utile nel caso dell’uomo) e la rasatura del cane.

Che si tratti di un cane o di un gatto, le misure da adottare perché il cucciolo di casa non trasmetta la micosi agli altri componenti della famiglia sono simili: eliminare le spore che potrebbero essere disperse nell’ambiente passando regolarmente l’aspirapolvere e sterilizzre tutti gli oggetti che potrebbero essere contaminati con una soluzione di acqua e candeggina in proporzione 1:10. In questo modo le possibilità di contagio saranno ridotte al minimo.
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Finisce 0 0 la gara fra Casarano e Corato Calcio. Secondo Gianni Brera, il giornalista sportivo più prestigioso della storia, lo 0 0 è il risultato perfetto. Secondo Zeman in 10 si gioca meglio che in 11. L designazione di Lopez di Bari, poco tranquillo, arbitro che all sostituendo last minute il collega torinese, scontentò tutti, fa intravedere il copione bis della gara a Corato.

L sempre nel 1 tempo, questa volta è di Altares, che fa coppia con quella di Colella della gara di andata. Ma la squadra di Castelletti non si scompone affatto, mostrando un gran carattere: non solo soffre poco, ma alla fine è proprio lei a recriminare per le occasioni sprecate da Diagnè, Lacarra e Zingrillo avvenute dopo il rosso.

Già prima dell’espulsione la squadra neroverde si era fatta preferire ad un lento e prevedibile Casarano, che si rendeva pericoloso solo nei primi minuti riscaldando i guantoni di Leuci, ora imbattuto da 357

Il Corato ci metteva 5 10 minuti per assimilare l modulo, che sembrava speculare (5 4 1 1, con Negro largo a sinistra a sostegno dell punta Lacarra), ma che in realtà nascondeva uno sbarazzino atteggiamento, quando trasformandosi in 3 5 2, si portava ad essere pungente in veloci ripartenze.

Ecco che lo 0 0 viene salutato come risultato perfetto, fatto da una prestazione da eroi, niente affatto regalato dalla dea bendata.

Ma da questa partita, unita a quella tra Fasano e Trani di Coppa Italia, c un considerazione che viene a galla: nel calcio a tutti i livelli, ci sono 2 tipologie di rose da costruire, la somma di individualità e le squadre. Ebbene queste ultime non sono fatte da lunghi curriculum di calciatori vintage, superati, da giocatori ingaggiati a scatola chiusa.

sempre più necessario che gente competente, si renda conto dello stato attuale dei calciatori, che non devono essere semplicemente estratti da almanacchi Panini.

La vittoria del Trani in Coppa, accompagnata dalle stesse prestazioni negative di squadre sulla carta blasonate, dimostra come oltre ad un concetto di valore tecnico c’è da considerare anche il livello di combattività, di voglia di vincere e di fame di gol, che anche il Corato Calcio ora ha, seppur con qualche limite tecnico.

Un monito per presidenti, allenatori, direttori: basta con questi calciatori strapagati che fanno la differenza solo sui portafogli. ora che qualcuno si convinca di appendere le scarpe al chiodo, smettendo così di “derubare” lauti compensi, “passeggiando” in campo.

Fortunatamente ora il Corato Calcio non ha più di questi problemi: la squadra è ben solida e, senza farsi sfuggire i pezzi pregiati, con 2 3 ciliegine potrà diventare una torta veramente appetibile. Per ora invece, si può togliere ancora qualche soddisfazione. 0 0 palla al centro.
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Ufficializzato il programma della terza edizione del Cammino dei Vignandanti, la camminata eno culturale di 18 km alla scoperta del mondo della vendemmia e del vino abruzzese.

Dopo la novità della partenza da Tollo alle ore 7.45 da Piazza Caduti di Nassirya con il saluto del Sindaco Angelo Radica, i camminatori muoveranno verso località Collesecco attraverso un suggestivo percorso immerso tra vigneti e uliveti per arrivare alla prima sosta di Feudo Antico. Quindi presa direzione Villa Tucci / Contrada Valentini di Crecchio, in prossimità di Villa Valentini, ci sarà la seconda sosta a cura di Cantina Tollo. La panoramica discesa sui vigneti porterà fino al suggestivo Parco dei Mulini, sempre nel comune di Crecchio, dove ad accogliere i vignandanti ci sarà Codice Citra. Proprio dal Parco dei Mulini i partecipanti inizieranno a percorrere il Cammino di San Tommaso che li porterà fino alla sosta del pranzo nel sagrato della Chiesa della Madonna di Fatina a Caldari Stazione dove ci sarà la sosta con il team di Agriverde.

Nel pomeriggio, sempre proseguendo lungo il Cammino di San Tommaso, si arriverà a Villa Iurisci con l’accoglienza della comunità locale e della cantina Contesa di Collecorvino, quindi si camminerà fino a Villa Deo dove Cantina Dora Sarchese accoglierà tutti i vignandanti. Entrando nell’abitato di Villa Deo si giungerà fino alla splendida “Font Abball” una bellissima fontana pubblica incastonata tra vigne ed ulivi. Si giungerà quindi in località Casone di Ortona con la sosta della Colle Moro di Frisa. Proseguendo verso la città adriatica sarà tempo dell’ultima sosta con Cantina di Ortona e tutto il suo team nello splendido giardino botanico all’interno della sede CAI ortonese in prossimità dello stadio comunale. Infine l’arrivo alla Cattedrale di San Tommaso Apostolo con la sosta conclusiva a cura dell’Associazione “il Cammino di San Tommaso” e con l’intervento del Sindaco Leo Castiglione.

La serata proseguirà nel centro cittadino in Corso Vittorio Emanuele II, con una grande degustazione aperta a tutti che vedrà protagoniste oltre alle cantine presenti durante il cammino, anche Il Feuduccio, Tommaso Olivastri, Torre Zambra, Guardiani Farchione, Cantine Dragani, Casal Thaulero in abbinamento a piatti tipici del territorio in versione finger preparati da Abruzzo Street Food di Gaudenzio D’Angelo. Per gli instancabili sarà anche il momento di scatenarsi sulle coinvolgenti note di Peppe Millanta e Balkan Bistrò che animeranno la grande festa finale.

Tutta la parte enoculturale della camminata trattata da vignaioli, enologi e agronomi delle diverse cantine sarà ideata e curata dal Prof. Leonardo Seghetti che sarà presente per tutto il giorno.

E’ raccomandata (ma non obbligatoria) la maglia gialla per la camminata mentre le scarpe da trekking sono obbligatorie: gli amici dell’associazione “il Cammino di San Tommaso” si riservano di rifiutare la partecipazione di tutti quanti verranno con scarpe non idonee ad una passeggiata di 18 km su strade di campagna e carrarecce.
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La nota che segue è ripresa da Il Secolo della Rete, sito progetto assolutamente da seguire. Secondo uno studio britannico, una buona parte delle risorse informative prodotte dalle organizzazioni del settore pubblico nel Regno Unito potrebbe utilmente essere distribuita con licenze Creative Commons, specialmente quando il fine è quello di incoraggiare il delle informazioni. La notizia sta in parte proprio nel fatto che uno studio del genere sia stato realizzato, e nella natura dell che l creato. Si tratta della Common Information Environment (CIE), un raggruppamento di organizzazioni pubbliche e stakeholder significativi (British Library, usei vari, BBC, ecc.) che ha deciso di collaborare per diffondere informazioni e servizi in diversi settori, al fine di soddisfare le reali esigenze dei cittadini, di oggi e di domani, che sono ormai intersettoriali. Il testo del rapporto. Ne ho parlato con la collega di CNET Molly Wood, e anche lei mi ha detto di non aver pienamente compreso l di tali licenze. Nel frattempo, 53 milioni di opere su internet sono linkate a licenze Creative Commons. Molte persone ne vanno abbracciando il concetto. Ma si tratta forse di qualcosa di pericoloso? O di rivoluzionario? Oppure non ha senso? Quanto segue è il tentativo di chiarire cosa sono queste licenze follemente popolari e se possano risultare davvero utili. Un intervento dal taglio divulgativo sempre utile e necessario come chiarito fin dall 53 milioni di opere su internet rimandano al link delle licenze Creative Commons. E sono numerose le persone che ne vanno abbracciando il concetto. Ma si tratta forse di qualcosa di pericoloso? O di rivoluzionario? Oppure non ha senso? Quanto segue è il tentativo di chiarire cosa sono queste licenze follemente popolari e se davvero siano utili a qualcosa. Dopo averne spiegato il funzionamento, illustrando rapidamente le varie opzioni disponibili e le differenze dal semplice use (uso consentito), l procede puntualizzando come sia il caso di capire bene senso e portata di tali licenze prima di appiccicarle a ogni e text o blog possibile. Ribadendone comunque l e l nel contesto digital culturale odierno, chiudendo così: ne sta facendo buon uso, altri riescono perfino a guadagnarci, altri ancora diventano un po famosi. C chi le usa soltanto per offrire il proprio contributo al mondo. Questa è la parte stramba a cui

Le molte facce del “pianeta del remix” da Gorillaz, virtual band di successo ma pressoché inesistente, ai director cuts di Quentin Tarantino a sfavillanti logo che non sono altro che ‘hacks’ di quelli precedenti. Questa la cover story dell’attuale numero di Wired magazine, la cui versione online non rende però giustizia (né potrebbe farlo) al caotico sfavillio offerto dal medium cartaceo. Un viaggio caleidoscopico all’interno della pop culture, che oggi viene tranquillamente digitalizzata, risequenzializzata, riassemblata. Vi interviene tra gli altri il noto scrittore di fantascienza William Gibson, a spiegare che la cultura odierna non è più passiva come una volta, che il è morto: “il pubblico non ascolta più per niente, bensì vuole partecipare.” Un trend avviato, almeno in parte, dal cut up del maestro William Burroughs, negli anni ’50 60. O anche dai collage dei giornali sperimentato alla grande da Picasso. E che si è fatto strada nel sampling globale, il cut and paste infinito che si ritrova un po’ ovunque: videogame che sposano MTV, autoveicoli davvero “ibridi” con carrozzerie e motori diversi, iPod mimetizzati nei pacchetti di sigarette, scarpe di nome dipinte e personalizzate dall’acquirente. Insomma, il concetto e la pratica della cultura condivisa, appropriata e ricreata sono qui per

Lungo la strada (spesso ardua, ahimé) della libera circolazione delle idee anche in Italia, va segnalata questa stimolante iniziativa avviata recentemente dal gruppo di RadioPaz. Denominato Condivisione dei Pareri, il progetto consente l’ascolto sul web di brani musicali di gruppi emergenti salentini e non, dove gli utenti ascoltatori possono quindi recensire, commentare o criticare liberamente quanto hanno ascoltato. Uno dei punti qualificanti, infatti, è quello di “far interagire gli ascoltatori, farli discutere intorno a una proposta musicale, farli entrare in contatto diretto con le band e promuovere così un nuovo modo di fare musica indipendente.” Sono già disponibili i primi brani in formato mp3, oltre a una serie di news e commenti in tema. Senza dimenticare, infine, come i tutti i gruppi emergenti coinvolti nell’iniziativa vengono “introdotti a una licenza Creative Commons al fine di far conoscere da subito alle band indipendenti che esistono possibilità diverse di produrre contenuti e soprattutto di condividerli.” Buon ascolto!

Questa settimana Radiolinux, trasmissione radiofonica sul software libero ideata da Vasco Maria Cleri e realizzata in collaborazione con l Software Libero e con il LUG Rieti, affronta il tema della libertà di cultura. Ovvero, in che modo il software libero ha influenzato e sta influenzando la produzione culturale moderna. Intervengono: Carlo Piana, team legale della FSFEurope e titolare dello studio legale Tamos Piana Partners; Emmanuele Somma, team italiano di FSFEurope; Antonella Beccaria, di Assoli e ILS, coautrice del sito Annozero, team progetto Gnutemberg. La trasmissione va in onda ogni due settimane, di Lunedì, dalle ore 21.00 alle ore 22.00, sulle frequenze di MEP Radio Organizzazione e in streaming via Internet. Stavolta sarà inoltre diffusa questa notte alle ore 01.30 (mercoledì 22 giugno) sulle frequenze nazionali di Radio Radicale, rimanendo poi archiviata nel relativo sito. Vedere qui per i dettagli.

Questa la domanda che diventa la cover story di giugno del noto mensile curato e diffuso dal MIT di Boston. La risposta viene affidata a due nomi eccellenti, a partire da Lawrence Lessig, la cui replica “Le persone che le usano” si esprime in un articolo chiaro e puntuale dove spazia dall’esperienza diretta del recente World Social Forum brasiliano alle conseguenze probabili del DRM (digital rights management) in arrivo. Diventerà effettivamente impossibile senza prima chiarirne i diritti” scrive l’ideatore delle licenze Creative Commons, chiudendo comunque con una nota ottimista, anzi con un’ulteriore spinta per le aperture in atto: “Come il movimento del software libero ha costruito un’economia basata sul software libero, la gente del Brasile e di altre parti del mondo va costruendo un’economia basata sulla cultura libera, in concorrenza con la cultura proprietaria attualmente dominante, riuscendo forse a sostituirla ma senza dubbio a modificarla”. La pensa diversamente Richard Epstein, esperto legale e docente presso la University of Chicago che interviene non di rado a controbattere pubblicamente le posizioni di Lessig (ad esempio, sul Financial Times). La tesi del suo intevento

Rispetto al tour veneziano di Gilberto Gil, va aggiunto che mercoledi 8 giugno 2005, sull di San Servolo, si terrà un evento della Fondazione Pistoletto, nel corso del quale si parlerà anche delle licenze Creative Commons e affini. Il programma di massima prevede per le ore 15 una tavola rotonda con la presenza di: Gilberto Gil Ministro della Cultura del Brasile, Achille Bonito Oliva critico d Michelangelo Pistoletto artista, Massimo Cacciari Sindaco di Venezia, Umberto Vattani Segretario Generale Ministero Affari Esteri, Juan Carlos De Martin Creative Commons Italia / IEIIT CNR Chiara Bertola Fondazione Querini Stampalia Maggiori informazioni sul sito della Fondazione Pistoletto. L sarà trasmesso in streaming via web dal team Open Media Streaming.

una grande occasione l con il Ministro della Cultura brasiliano, nonchè musicista di fama internazionale, Gilberto Gil, organizzato a Venezia il 9 Giugno. Un incontro con chi costruisce in un Paese grande come l una delle politiche più avanzate sulla libertà in rete, che sperimenta la flat per la distribuzione dei contenuti, che promuove, anche per la propria musica, le licenze Creative Commons, che investe nel software libero contro il Digital Divide. Sono queste le uniche proposte possibili perchè non si cada nella deriva dell proibizionista, in una vecchia politica da decreto Urbani e da proprietà intellettuale a senso unico. In migliaia ci siamo mobilitati contro tale decreto e contro il proibizionismo che vuole rinchiudere la conoscenza: ora è maturo il tempo per avviare una proposta alternativa, a partire dall brasiliana. Ci siamo battuti perchè si costruiscano nuove possibilità anche di business, rispettando la libertà. La politica proibizionista non solo blocca la conoscenza e la libertà, ma anche la possibilità di una evoluzione del mercato, di nuove imprese, di nuovi servizi, visto che dall’i Pod le de noantri non hanno imparato nulla. Mentre il Governo fa sua una politica miope dove la maggioranza se la canta e se la

Altre due segnalazioni a sostegno della libertà di cultura (e di licenza). Dagli elementi storici che hanno portato al boom di GNU/Linux (e del software libero in generale) ai principi giuridici nati o modificati da tale filosofia ai rilanci che quest va apportando nell della creatività in senso più ampio. Un lavoro puntuale e necessario per la scena nostrana, che chiarisce i vari aspetti legati ai modelli innovativi sui diritti di proprietà intellettuale edito da su carta da PrimaOra e interamente disponibile sul italiano dedicato al copyleft L segnalazione riguarda invece Codice Libero (Free as in Freedom): Richard Stallman e la crociata per il software libero di Sam Williams. Si tratta della biografia pur se ufficiosa ; ) del fondatore della Free Software Foundation, importante soprattutto come introduzione all questione e alla figura di Stallman, oltre che per saperne di più sulla nascita della cultura hacker e sui retroscena della contrapposizione tra il movimento per il software libero e i

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Libera Cultura promuove la libera circolazione delle idee e della produzione editoriale indipendente con licenze atte a consentirne la massima diffusione e condivisione possibile. Nato nella primavera 2005 per avviare e spingere anche in Italia simili dinamiche, Libera Cultura è un progetto legato a Stampa Alternativa.

Proponendosi sia come strumento di memoria storica a partire da una sezione più ampia e organica riservata agli indimenticabili Millelire, i libri che hanno “rivoluzionato il mercato editoriale italiano” (Piccola Enciclopedia Garzanti) e che rimangono gli unici supereconomici sia come trampolino di lancio per vere e proprie novità editoriali dall’altra: dagli e book originali su tematiche legate soprattutto a software libero e cultura digitale, al rilancio in formato elettronico dei titoli cartacei editi da Stampa Alternativa sotto licenze Creative Commons.
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Ideato e scritto con persone detenute nelle sezioni di Alta Sicurezza delle carceri italiane, il libro spiega i metodi usati nelle celle per cucinare con le poche risorse disponibili. In ogni ricetta, prima ancora della lista degli ingredienti, c’è quella degli strumenti per realizzarla. Gli utensili da cucina, che nei ricettari sono solitamente omessi, diventano qui il filo conduttore dell’intero lavoro, dove si descrive sia la loro costruzione che l’utilizzo.

Oggetti semplici, che acquistano nuovo valore: un manico di scopa diventa un matterello, i lacci delle scarpe legano la pancetta arrotolata per la stagionatura, il televisore facilita la lievitazione del pane o della pizza, l’armadietto o lo sgabello sono trasformati in un buon forno.

Nella cornice della cucina il libro rilegge le difficoltà della vita da reclusi, ma anche le capacità e l’impegno spesi per migliorare la scoraggiante esperienza della detenzione, se non altrove, almeno a tavola.

SCAFFALI PIETANZE GUSTOSE IN CARCERE, A BAGHDAD CON SHAHRAZAD, NEI VILLAGGI MEDIOEVALI

Il banchetto speziato gioca con la vita e la morte

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Il cibo creativo dei detenuti un ricettario da fiaba, il potere delle donne che nutrono con il latte e uccidono con le pozioni

Può un armadietto diventare un buon forno? Sì, se cucinare si trasforma in un’impresa eroica e per avere anche soltanto un fornelletto a gas bisogna far ricorso a tutta la propria fantasia e a inedite doti di bricoleur. Accade quando si è detenuti in un carcere nelle sezioni speciali e preparare una salsa comporta alcune difficoltà, in apparenza insormontabili: come aprire il barattolo del pomodoro se non è consentito l’uso dei coltelli o di lame affilate? Semplice, lo si costruisce a partire da uno spazzolino. Così, tutto si ricicla e ogni oggetto viene riutilizzato in modo creativo, reinventandone le funzioni, regalandogli un’anima fino a quel momento imprevista.

Cucinare in massima sicurezza, il libro a cura di Matteo Guidi, edito da Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri (pp.153, euro 14, con all’interno le illustrazioni degli utensili readymade e le istruzioni necessarie alla loro funzionalità) viene presentato oggi, presso lo Spazio Cecere di Roma (ore 19), insieme ad una mostra di disegni di Mario Trudu, realizzata da Gino Gianuizzi e allestita a Neon campobase di Bologna. Il piccolo volume è stato immaginato e redatto nel 2009 insieme ad un gruppo di detenuti nella sezione di Alta Sicurezza della Casa di Reclusione di Spoleto, nell’ambito dei laboratori di comunicazione visiva organizzati dalla cooperativa CoMoDo (Comunicare Moltiplica Doveri). Con l’ausilio di un design fai da te, si possono collezionare una serie di ricette gustosissime dai rotolini stuzzicanti, mescolati nelle ciotole con un pennello da barba, alla cassata siciliana da conservarsi in un frigorifero di polistirolo e carta argentata.

L’identità culinaria di chi non può godere della libertà di azione si trasforma in un rifugio di piacere e benessere, un’isola nella vertigine della perdita. E in questo periodo di crisi soffocante, può insegnare molto anche a coloro che si trovano al di là del muro, senza celle a contenere le loro vite. Un esempio: la caffettiera è anche un ferro da stiro, uno schiaccianoci, un martello. Fa pure il pesto, basta saperlo.

L’itinerario gastronomico ci conduce fra le pagine di altri due libri: A tavola con Shahrazad. Le ricette delle Mille e una notte, edito da Donzelli (pp.144, euro 22) e Nelle mani delle donne, pubblicato da Laterza (pp. 200, euro 16). Il primo che presenta le suggestive illustrazioni in silhouette e ombre di Anne Lise Boutin è curato dall’antropolo algerino Malek Chebel, mentre ai fornelli orientali c’è lo chef libanese Kamal Mouzawak: è lui a servire al lettore succulente pietanze speziate. Si potrebbe dire che i racconti delle Mille e una notte sono al contempo un concerto musicale, un mercato di profumieri, una festa per i viaggiatori e, soprattutto, un banchetto amoroso, annota Chebel. E non si può che concordare con i suoi appunti.

Il secondo libro, che ha come sottotitolo Nutrire, guarire, avvelenare dal Medioevo a oggi è scritto dalla storica Maria Giuseppina Muzzarelli ed è un magnifico excursus, quasi in forma di romanzo, che attraversa diverse epoche, in compagnia di personaggi come la strega Matteuccia o la dottoressa Amalia Moretti Foggia Della Rovere (celebrte per le sue Ricette di Petronilla che iniziamente apparvero sulla Domenica del Corriere, sotto forma di rubrica e consigli domestici per massaie).

Il cibo, fonte di estasi, di una ritualità femminile che si protrae nel tempo, elemento afrodisiaco quando accende i desideri sopiti, accoglie anche il suo rovescio: si fa veleno, pozione che uccide: furono moltissimi, infatti, i casi di mogli che, per liberarsi dei loro consorti, in assenza di leggi e diritti che tutelassero le donne, non disdegnarono le antiche usanze tramandate da nonna in figlia ricorrendo a intrugli letali: lo testimoniano i numerosi processi che si sono susseguiti in tutta Europa, secolo dopo secolo. Qualcuna, l’ha sicuramente fatta franca.

Fra gli interventi contro l’ergastolo “ostativo”, quello che vuole escludere ogni remissione, che si fanno più numerosi, benché mai abbastanza, voglio segnalarne uno laterale, per così dire, ma più acutamente istruttivo. Si tratta di un libro di cucina, curato da Matteo Guidi per Stampa Alternativa, e si intitola “Cucinare in massima sicurezza”. Contiene, come è d’obbligo, le ricette affiancate dalle illustrazioni di Mario Trudu. La sua peculiarità è che piatti classici riadattati al contesto vengono preparati e cotti in una condizione, quella degli ergastolani perpetui e dei reclusi in condizioni di “massima sicurezza”, che somiglia da vicino a quella del Robinson naufrago. Un chiodo è una benedizione. Il fornellino a gas (quello che l’amministrazione vorrebbe sempre abolire, perché qualche detenuto lo sniffa e magari ci muore, volontariamente o no: e sarebbe come, nella società degli umani liberi, abolire il fuoco) è la vera meravigliosa risorsa del carcerato. Mettiamo che vogliate farvi il pane frattau, ecco gli strumenti: cassseruola (ricavata), pentola, coltellino di plastica, rasoio da barba usa e getta, chiodo, bomboletta di gas, fornellino. Oppure le caldarroste: Forare la casseruola col chiodo usando come martello la caffettiera. Mettere le castagne a fuoco vivo, dopo averle incise con la lama del temperamatite incastonata nello spazzolino da denti. Coprire con un giornale bagnato e una volta asciugato bagnare di nuovo fino a cottura completa. Trovate anche la ricetta per la Grappa del galeotto, tenetela per voi perché è proibito. Comunque bisogna disporre di pentola, coperchio, bicchierino di plastica, forbicine Chicco, filo di cotone e fornellino. Il mattarello si ricava da un manico di scopa. Le lattine di birra tagliate e arrotolate servono per i cannoli. Con la carta argentata delle sigarette si fa il forno. Uno specialista come Massimo Montanari spiega introducendo quanto ciò sia decisivo per continuare a sentirsi umani, anche quando tutto attorno è ordinato alla disumanità. Altri autori: MoCa collective, Ismet Dedinca, Carlo Marchese, Piero Paolo Melis, Carmelo Musumeci, Carmelo Ivano Rapisarda, Oliviero Sangani, Michelangelo Timpani.
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Raggiunta l salvezza, in casa Lazio tempo di festeggiamenti. E allora, ecco sollevarsi nell intorno a Formello l inconfondibile della carne alla griglia. Tutto merito di Julio Cruz, che ha importato a Roma la tradizione dell “asado”, il famoso piatto argentino a base appunto di carne, nella cui preparazione lo abbiamo visto cimentarsi diverse volte nel corso della sua permanenza all Questa volta, ad aiutarlo c il connazionale Cristian Ledesma: le foto proposte dal sito del Corriere dello Sport testimoniano tutti i momenti della preparazione.

11:30 GDS CENA DI NATALE: PRESENTE ZHANG JR, THOHIR IN FORSE 11:15 FFP, SERVONO 70 MILIONI ENTRO IL 30 GIUGNO 2018. SUNING VUOLE LA CL, A GENNAIO OPERAZIONI ALLA GAGLIARDINI 11:00 TS INTER,
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L’ARRIVO DI BASTONI ANTICIPATO A GENNAIO 10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER, PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER, SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato, c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.
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SIENA. La storia che vi racconter oggi ambientata nell guerra di Siena (1553 1555). Questa guerra sanc la definitiva sconfitta della nostra Repubblica nei confronti dell imperiale di Carlo V e di quello fiorentino di Cosimo dei Medici. In realt anche dopo la resa, Siena mantenne il dominio di una parte del suo territorio spostando la sede del suo Governo ed appellandosi di Siena rifugiata in Montalcino ma nel 1559 anche le ultime resistenze ebbero fine. Tradita da un falso trattato di pace e senza gli aiuti promessi (ma mai arrivati) da parte del Re di Francia, l Repubblica italiana perdeva definitivamente la sua autonomia entrando forzatamente a far parte del granducato di Toscana voluto dai Medici.

Le truppe senesi guidate da Piero Strozzi, avevano tenuto in scacco quelle imperiali per molto tempo, ma nell del 1554, un fatto importante fece pendere definitivamente le sorti della guerra in favore dei Fiorentini e cominci di fatto l sempre pi stringente alla citt di Siena. Questo accadimento fu la di Marciano nella Valdichiana, passata alla storia come di Scannagallo Era il 2 Agosto 1554.

L Imperiale, con forte presenza di soldati spagnoli prestati da Carlo V a Cosimo dei Medici era invece guidato da un altro membro della famiglia Medici e precisamente da Gian Giacomo Medici che fu poi detto Marchese di Marignano. Cominci in questo periodo a stringersi intorno alla citt il cordone imperiale che dapprima cerc di tagliare tutte le vie per le quali giungevano a Siena i rifornimenti alimentari, conquistando tutte le fortificazioni lungo i percorsi principali e soprattutto la Cassia (vedi Cuna, Monteroni, San Fabiano e Lucignano) bloccando di fatto l Siena Montalcino dal quale arrivavano la maggior parte degli aiuti alimentari ed isolando di fatto lo Strozzi al di sotto di Buonconvento. La parte a nord era gi saldamente in mano dei fiorentini che avevano gi preso (forse per tradimento), il castello di Monteriggioni ed avevano il loro campo addirittura fuori Porta Camollia, nei pressi di Palazzo Diavoli, cos come la parte verso la maremma dove avevano bloccato gli aiuti prendendo come caposaldo il Monastero di Costalpino ed il Castello di Belcaro.

Tuttavia Siena resisteva e nonostante i bombardamenti (soprattutto dal colle di Ravacciano) e vari tentativi di invasione, di cui uno importantissimo tentato notturna di entrare in citt con la forza delle armi non se ne parlava proprio. Dopo questa disfatta il Comando delle truppe senesi di citt fu affidato ad un capitano francese ed a lui furono dati speciali poteri: Biagio di Montluc. In quel tempo, gli di Reggimento sopra la Guerra erano una commissione governativa per le faccende militari che rappresentava il massimo potere politico. Essi decisero di creare una nuova magistratura: Quattro cittadini per distribuzione di Monte, per cavare dalla Citt tutte le bocche disutili Secondo consuetudini spietate dell della guerra erano considerate tali tutte quelle persone che per la loro condizione (poveri, stranieri, contadini, rifugiati, prostitute ecc risultavano superflue, inutili o addirittura dannose, in quanto solo bocche in pi da sfamare. E allora diventava inevitabile che nei casi di assedio totale,
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per proseguire le ostilit che si facesse di tutto per allontanarle dalla citt Anche il maresciallo Piero Strozzi, dopo la sconfitta di Marciano fu sempre un inflessibile sostenitore della necessit di espellere da Siena 7.000 disutili come principale rimedio per salvare la citt dove si stimava vi fossero circa 24.000 persone da sfamare.

Come ci racconta il Sozzini (Diario 4,5 e 6 Agosto 1554): che fu rotto il campo, il Governo cre un Magistrato nuovo, di 4 Cittadini per distribuzione di Monte, per cavare della Citt tutte le bocche disutili, tanto contadini che forestieri, dovessero per tutto il 6 di Agosto avere sgombro la citt con loro famiglia Questo primo bando non diede i risultati sperati, quindi si decise di farne un altro molto pi severo il 21 Agosto. Pietro in Camollia. Salite che furno alla Piazza a Casciano, un miglio lontano da Siena, si derno in una imboscata la mattina erano tutti fuora Porta di Fontebranda (a dove si fa l il mercato de porci), tutti a diacere per terra, con grandissime strida e lamenti. Viene come bocche disutili (dai 10 ai 15 anni di et con lor sajoni, calze e scarpe, con una canna in mano per uno e gli indirizzavano alla Grancia delle Serre a Rapolano, quali uscirono tutti piangendo. Il d detto, circa a mezzogiorno, tornorno tutti li sopraddetti putti, ed entrorno alla detta Porta, tutti scalzi e in camicia, con la lor canna in mano; e dissero che erano stati svaligiati da Santa Reina, n gli volsero lassar passare pi avanti
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NOVARA E in programma domani mattina, sabato, l di convalida del fermo di Nicola Sansarella, per omicidio e occultamento di cadavere, e luned mattina si terr invece l sul corpo di Andrea Gennari. Si dovr stabilire se l morto per le conseguenze delle percosse inflittegli dall oppure per altre cause. Indagato a piede libero invece Cristian Guerrini, per concorso nell del cadavere. Entrambi, messi alle strette dai Carabinieri e dal pm Olimpia Bossi, hanno confessato.

Nei servizi sul Corriere di Novara in edicola sabato 19 dicembre la cronaca ora per ora di giorni di autentica follia, i retroscena del dramma, i commenti dei difensori degli indagati e un viaggio a Granozzo, dove risiedeva la vittima, e negli ambienti novaresi frequentati dai protagonisti di questa tragica vicenda.

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Una fabbrica è crollata questa mattina, poco dopo le sette (ora locale) in Cambogia. E’ di tre morti e sei feriti, finora il bilancio dell’incidente. A riferirlo, il Ministro degli affari sociali Ith Sam Heng. Il responsabile del dicastero ha anche annunciato che non ci sono altri operai intrappolati sotto le macerie. Notizia rassicurante, dato che prime indiscrezioni parlavano di almeno cinquanta operai travolti dal cedimento della struttura. La causa del rovinoso crollo sarebbe un cedimento di alcune travi di acciaio, poste a sostegno di un piano comunicante tra due edifici. Probabilmente il troppo peso dei macchinari e dei prodotti stipati sul ripiano ha decretato il cedimento. Lo stabilimento della Wing Star Shoes, a 40 chilometri dalla capitale Phnom Penh, fa parte di una catena di proprietà della Wing Star, con sede a Taiwan. La compagnia si occupa di produzione di manufatti, che vengono poi esportati in tutto il mondo, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. Dietro l’azienda ci sarebbe la Asics, il noto marchio di articoli sportivi, che avrebbe commissionato dei lavori proprio alla Wing Star. Le indiscrezioni sono state confermate dalla portavoce del noto marchio multinazionale giapponese Masayo Hasegawa che, da Tokyo, ha confermato anche di non essere a conoscenza delle ultime indagini in materia di sicurezza all’interno dello stabilimento. Nello scorso marzo i lavoratori della Wing Star Shoes avevano scioperato chiedendo un aumento di salario e migliori condizioni di lavoro. All’interno dell’industria tessile cambogiana lavorano 500 mila addetti. L’industria, fattura ogni anno 4,6 miliardi di dollari. Malgrado ciò e malgrado il boom di investimenti nel corso dell’ultimo decennio, le retribuzioni sono tra le più basse dell’Asia. Dopo una serie di scioperi e manifestazioni, il governo ha aumentato il salario minimo mensile a 75 dollari.

E’ il secondo incidente del genere nell’arco di poche settimane. Venti giorni fa infatti un altro crollo ha interessato Dacca in Bangladesh. In quella occasione, furono 1127 le vittime travolte dalle macerie di una palazzina che ospitava al suo interno delle fabbriche di prodotti di vestiario. Conseguenza diretta della ricerca affannosa, da parte delle multinazionali, di manodopera a basso costo, è la scarsa garanzia dei diritti sindacali e lo scarso investimento delle aziende in condizioni di sicurezza accettabili sul lavoro.
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