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Ecco come narcos e trafficanti di uomini riescono a i soldi sporchi

di Alessandra Colarizi

Un’inchiesta dell’Associated Press mette in luce un sistema complesso fatto di transazioni false, export e import gonfiati, banche illegali e passaggi di contanti grazie al quale le grandi organizzazioni criminali ce la fanno a riciclare miliardi sfruttando la reticenza delle autorit a condividere informazioni e prove con gli inquirenti internazionali.

La Repubblica popolare diventata il crocevia per il riciclaggio di denaro sporco a livello internazionale. Una lunga inchiesta condotta da Associated Press mette in luce un sistema complesso fatto di transazioni false, export e import gonfiati, foreign investment fasulli banche illegali e passaggi di denaro contante attraverso il quale, secondo alcune fonti, una serie di organizzazioni criminali sarebbe in grado di riciclare miliardi di dollari sfruttando la reticenza delle autorit cinesi a condividere informazioni e prove con gli inquirenti internazionali. Dai narcos messicani e colombiani ai trafficanti nordafricani, passando per le gang israeliane e spagnole. Se il problema del riciclaggio di denaro in Cina non una novit l del fenomeno ha ormai portata internazionale. Tanto che, secondo l no profit Global Financial Integrity, la Repubblica popolare diventata il primo esportatore al mondo di denaro illecito.

A fare luce sul complesso network Gilbert Chikli, israelo francese con un passato nel mondo della recitazione e del real estate, divenuto l di un ingegnoso quanto semplice piano noto come la dei CEO che consiste attraverso email hackerate e telefonate persuasive nel fingersi amministratore delegato di un per indurre gli impiegati a versare cospicue somme sul proprio conto bancario. La scusa sempre quella della necessit di un pagamento urgente per concludere un accordo o pagare una fornitura. Un tribunale francese lo ha dichiarato colpevole di frode ai danni, tra gli altri, di La Banque Postale, LCL e HSBC per una cifra pari a 6,1 milioni di euro, e per la tentata estorsione di oltre 70 milioni di euro da parte di altri 33 enti.

Nonostante Chilki si definisca in la sua tecnica ha ormai fatto scuola. Stando all in circa due anni la dei CEO costata alle aziende in giro per il mondo 1,8 miliardi di dollari; 70 sono i paesi coinvolti con Hong Kong e Cina continentale in testa. Il 90 per cento del bottino ottenuto illegalmente in Europa ha preso il largo verso il Regno di Mezzo. Destinazione: Wenzhou, la capitale del ombra in cui tutt la presenza di piccole attivit che operano sotto copertura come agenzie di trasferimento di denaro permette di spostare la refurtiva dalla citt del Zhejiang in qualsiasi luogo si voglia. Chikli, che a Parigi ha gestito per diverso tempo un negozio di vestiti nel quartiere multietnico di Sentier, potrebbe essersi avvalso del sistema utilizzato dai gruppi criminali israeliani e nordafricani. Ovvero quello di quanto ottenuto con la dei CEO grazie ai contatti ottenuti nella diaspora cinese. Una sorta di versione aggiornata del qian ( money in cui gli immigrati cinesi sparsi nelle varie capitali europee fanno da intermediari tra i criminali internazionali e i conti bancari in Cina su cui trasferire i soldi Un altro escamotage consiste nell una parte del denaro ottenuto illegalmente per l di merci made in China (come scarpe, abiti e tessuti) in cambio di ricevute gonfiate in modo da coprire la cifra interessata. Una strategia, questa, che sta riscuotendo grande fortuna tra i narcotrafficanti colombiani e messicani, secondo un rapporto del Dipartimento di Giustizia americano.

A inizio mese Washington ha bacchettato Pechino per la sua reticenza a cooperare nell di investigazioni finanziarie internazionali. Tuttavia, l di far fronte alla massiccia fuoriuscita di capitali sta spingendo le autorit cinesi su toni pi concilianti. Secondo stime di Fitch Ratings, nonostante l dei controlli, lo scorso anno 711 miliardi di dollari hanno valicato la Grande Muraglia, molti dei quali illegalmente attraverso una sottostima delle esportazioni combinata ad importazioni gonfiate da parte delle aziende. vogliamo ottenere aiuto per riportare indietro i funzionari corrotti e le loro tangenti, dobbiamo a nostra volta fornire assistenza agli altri paesi quando ne hanno bisogno spiega ad Ap Huang Feng, direttore dell for International Criminal Law della Beijing Normal University, problema non che le autorit cinesi sono poco collaborative. Il problema che non abbiamo un quadro giuridico adeguato per far fronte alla situazione Il gigante asiatico non ha accordi n con l n con l che si occupa di far osservare le leggi nei paesi membri dell europea. Durante un briefing con la stampa, luned il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che Cina non non mai stata e non sar mai in futuro un centro per il riciclaggio di denaro I buoni propositi ci sono, ora servono i fatti.
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