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Una fabbrica è crollata questa mattina, poco dopo le sette (ora locale) in Cambogia. E’ di tre morti e sei feriti, finora il bilancio dell’incidente. A riferirlo, il Ministro degli affari sociali Ith Sam Heng. Il responsabile del dicastero ha anche annunciato che non ci sono altri operai intrappolati sotto le macerie. Notizia rassicurante, dato che prime indiscrezioni parlavano di almeno cinquanta operai travolti dal cedimento della struttura. La causa del rovinoso crollo sarebbe un cedimento di alcune travi di acciaio, poste a sostegno di un piano comunicante tra due edifici. Probabilmente il troppo peso dei macchinari e dei prodotti stipati sul ripiano ha decretato il cedimento. Lo stabilimento della Wing Star Shoes, a 40 chilometri dalla capitale Phnom Penh, fa parte di una catena di proprietà della Wing Star, con sede a Taiwan. La compagnia si occupa di produzione di manufatti, che vengono poi esportati in tutto il mondo, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. Dietro l’azienda ci sarebbe la Asics, il noto marchio di articoli sportivi, che avrebbe commissionato dei lavori proprio alla Wing Star. Le indiscrezioni sono state confermate dalla portavoce del noto marchio multinazionale giapponese Masayo Hasegawa che, da Tokyo, ha confermato anche di non essere a conoscenza delle ultime indagini in materia di sicurezza all’interno dello stabilimento. Nello scorso marzo i lavoratori della Wing Star Shoes avevano scioperato chiedendo un aumento di salario e migliori condizioni di lavoro. All’interno dell’industria tessile cambogiana lavorano 500 mila addetti. L’industria, fattura ogni anno 4,6 miliardi di dollari. Malgrado ciò e malgrado il boom di investimenti nel corso dell’ultimo decennio, le retribuzioni sono tra le più basse dell’Asia. Dopo una serie di scioperi e manifestazioni, il governo ha aumentato il salario minimo mensile a 75 dollari.

E’ il secondo incidente del genere nell’arco di poche settimane. Venti giorni fa infatti un altro crollo ha interessato Dacca in Bangladesh. In quella occasione, furono 1127 le vittime travolte dalle macerie di una palazzina che ospitava al suo interno delle fabbriche di prodotti di vestiario. Conseguenza diretta della ricerca affannosa, da parte delle multinazionali, di manodopera a basso costo, è la scarsa garanzia dei diritti sindacali e lo scarso investimento delle aziende in condizioni di sicurezza accettabili sul lavoro.
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