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Rino Gattuso torna alla vittoria con il suo Ofi Creta, ma i tre punti non bastano ad allontanare le critiche della stampa, che si sommano ad una situazione societaria tutt’altro che rosea dal punto di vista economico. Dopo due sconfitte consecutive, l’Ofi Creta è tornato a vincere tra le mura amiche: a farne le spese è l’Atromitos, che ora ha un solo punto di vantaggio sulla squadra del tecnico nostrano. Con sei punti in quattro partite, la squadra di Gattuso si trova a quattro lunghezze dalla vetta, un bottino niente male per una società le cui casse sono vuote.

Al termine della gara con l’Atromitos, però, Gennaro Gattuso si è voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa e non le ha mandate a dire ai giornalisti. In greco? No, in un mix di inglese e italiano, che poi spettava all’interprete tradurre nella lingua dei giornalisti locali presenti in sala stampa. In particolare, l’ex centrocampista del Milan, se l’è presa con il quotidiano ‘Gol’, reo a suo dire di pubblicare “cazzate, shit!”. Gattuso è scuro in volto, lo sguardo fisso e dosa le parole in modo da consentire all’interprete la più letterale traduzione possibile. Una conferenza stampa che a molti ha ricordato lo sfogo di Trapattoni ai tempi del Bayern Monaco contro il malcapitato “Strunz”, ma anche quello di Alberto Malesani alla guida di Panathinaikos.

“Conosco le difficoltà del club, so tutto. Ma io sono il condottiero di questa barca e non la abbandono, la lascerò per ultimo. Questa è la mia squadra, voglio lavorare perché il calcio è la mia passione. A volte si vince e a volte si perde, ma è troppo facile a 37 anni prendere e andare via”.

Il riferimento è alle notizie di un suo possibile addio nel caso in cui la società non riuscisse a pagare gli stipendi e la situazione sportiva precipitasse. “Quello che scrivono sui giornali sono cazzate, shit, malakia”, aggiunge il tecnico dell’Ofi Creta, ribadendo che per lui non è una questione di soldi, “ho tanti milioni in banca”. Proseguendo, i nervi diventano sempre più tesi e a ritmo cadenzato, Gattuso comincia a battere anche i pugni sul tavolo della sala stampa:

“Non siamo il Real, il Barcellona, ma l’OFI. Voglio rispetto per me e per i miei giocatori, per Creta. I want my players play with balls. and heart. Me work 12 hours a day, ma sento malakia everyday. Io voglio il cuore dai miei giocatori e do il mio. Sono qui solo per lavorare. Stampa e tifosi vogliono parlare con me? La mia porta è aperta 24 ore al giorno”.

Quanto ai due giocatori finiti fuori rosa, Gattuso ha spiegato che si tratta di un provvedimenti disciplinare poiché Frangoulakis e Daskalakis non hanno rispettato il regolamento interno:

“Non hanno rispettato le regole. Mi dispiace, ma le regole valgono per tutti, che siano italiani, cretesi, greci o africani. Non ho la laurea per fare l’insegnante, non avevo i soldi per andare a scuola, ma ho il patentino di allenatore, e fino a quando ci sarò io conclude le decisioni spettano soltanto a me”.
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Oggi intanto il tecnico di Piacenza è tornato sulla partita di ieri sera, tra errori arbitrali e lotta Champions League: “Quando si perde non si sta mai bene ha spiegato a RMC ma dobbiamo essere bravi ad analizzare quello che non è andato”.

Gol di Cutrone da annullare per fallo di mano: video Milan Lazio (2 1), irregolare il vantaggio rossonero per un colpo di gomito. Sassolini dalle scarpe? Ho sempre tratto dalle critiche qualcosa di positivo per continuare a migliorarmi, se qualcuno mi ha criticato probabilmente c’erano dei motivi. In effetti dalle immagini è praticamente impossibile dire se il tocco sia volontario o meno, ma sarà compito della Procura. Queste le sue dichiarazioni a “Premium Sport”: “Potevamo sviluppare meglio il primo tempo, ma sull’1 1 abbiamo preso una traversa con Luis Alberto e nel secondo tempo avremmo ampiamente meritato il pareggio”. Ho chiesto a Cutrone a fine partita, ci spiegheranno anche questa. Quando si rivedono certi episodi dispiace. “Sarebbe importantissimo centrarla. L’obiettivo è dare il massimo in tutte le competizioni,
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dovrò essere bravo a gestire le forze dei miei ragazzi”. Dopo l’adrenalina del derby di Coppa Italia, una pagina ancora più importante. Dobbiamo comunque andare avanti. Al netto delle polemiche, in una partita dura (8 ammoniti, 6 biancocelesti) la Lazio non approfitta del passo falso dell’ Inter (a 2) e il Milan conserva il settimo posto, mostrando progressi tattici, fisici e mentali. Marusic non stava benissimo, mentre de Vrij ha patito un affaticamento muscolare,
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i cambi sono stati un pochino forzati.

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Se vuoi provare con la gonna deve essere mini ma non stretch, perfetto invece un modello a tulipano come quelli che vanno questa stagione, anche colorato.

Caldissimi (guarda la gallery): sono quelli (i soli) che lasciano perplessi gli uomini, che spesso non capiscono perché amiamo tanto imbacuccarci in quelle “pantofolone giganti” così calde. Ma la risposta sta tutta qui: sono caldissimi, punto. Esistono tantissime versioni “femminili” e superdecorate, che sconfinano quasi nel trend folk, ma i più classici sono i boots di montone rovesciato, Ugg o Emu, che sfoderano ogni stagione nuovi colori (come i pastello o silver) oltre ai classici beige, marrone e nero.

Come si portano: anche se lascia dubbioso l’altro sesso, celebrities e ragazze della porta accanto concordano tutte su come abbinare questo tipo di scarpe. Sono perfette in stile relax con leggings o jeans skinny, cardigan over e t shirt stampata. Oppure con micro shorts di jeans, gambe nude e pullover a coste. Immancabile però il tocco di una maxibag elegante e chic di pelle.

Rock, Glam e Folk (guarda la gallery): sono tendenze delle scorse stagioni, ma ancora hot. Le celebrities sfoggiano come fossero dei classici (e ormai lo sono diventati) stivaloni da biker consunti, mocassini alti da squaw multifrangia e boots borchiati o paillettati.

La gossip girl Taylor Momsen e la protagonista del film Twilight, Kristen Stewart portano i motard boots in maniera “cattiva”: con gonna di pelle e cappottino couture la prima, con t shirt “Portrait” (Burberry), jeans skinny e ray ban neri la seconda. Un look da vera vamp(ira). Le più “agées” Jennifer Lopez e Elle MacPherson non rinunciano invece alla femminilità: stivaloni neri con catene e tubino nero e fasciante per il redcarpet di JLo mentre “the body” sceglie uno stivale più sobrio e lo abbina a uno chemisier svolazzante e romantico. Lily Cole che adora lo stile folk ci insegna come adottarlo senza sembrare un ussaro: gli stivali con pelliccia e borchie dorate sono perfetti con un sobrio blazer maschile e il foulard femminile.

Come si portano: i look delle celebrities sono perfetti anche per noi, l’importante è non esagerare con il resto dell’outfit, ma anzi esaltare questi “pezzi unici” che se ben scelti risolvono un sacco di dubbi amletici di fronte all’armadio.
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E stato un weekend amaro per i giovani nerazzurri sparsi in Italia ed in Europa. Dei canterani interisti a sorridere sono solo in tre (e uno a met Garritano e Spendlhofer vincono e convincono (l ora al Modena stato il migliore in campo dei suoi), mentre Krhin ci prova in tutti i modi ma il Cordoba sempre pi ultimo nella Liga spagnola e ormai quasi rassegnato a retrocedere in Segunda Division. In Serie A, beffa per Benassi: il giocatore in prestito al Torino doveva partire titolare contro la Roma, ma si dovuto fermare all per un leggero infortunio. Solita panchina per Bardi e Biraghi, mentre altro triste risultato per Longo e Crisetig: il Cagliari perde ancora ed sempre pi relegato nei bassifondi della Serie A. Nella serie cadetta, brutto sabato per Bessa e Bianchetti, tutti e due opachi nelle rispettive squadre: il primo sembra lento e compassato, il secondo invece ha sulla coscienza il gol vittoria della Ternana. Solita nota positiva di Di Gennaro: altra ottima prestazione per il portiere in prestito al Latina. Entrato al 63 ha il compito di smuovere qualcosa davanti ma la difesa granitica del Genoa non lascia spazi e anche lui si lascia trascinare gi insieme a tutti i rossoblu. Ora la situazione per il Cagliari si fa preoccupante: fermi a 21 punti, potrebbero vedere l allontanarsi ulteriormente.

4. Lorenzo Crisetig (Cividale del Friuli, 20 gennaio 1993)

Commento: Non un buon momento di forma per Lorenzo Crisetig. Dopo la prestazione incolore contro la Lazio, Zeman gli d ancora fiducia ma il talentino nerazzurro gioca una gara incolore. Dinamico in avvio, diventa indisponente in cabina di regia nella seconda parte. Ammonito, salter la prossima gara di campionato.

94. Marco Benassi (Modena, 8 settembre 1994)

Partita: Torino Roma 1 1 (64 Maxi Lopez, 57 Florenzi)

Commento: non utilizzato per infortunio.

Partita: Virtus Lanciano Latina 1 1 (86 Piccolo, 60 Bidaoui)

Commento: Altra buona partita di Di Gennaro che nel primo tempo si rende protagonista di un paio di interventi determinanti per la sua squadra, permettendo al Latina di andare al riposo in pareggio. A pochi minuti dalla fine non riesce ad evitare la rete dell a uno. Buon pari comunque in casa di una squadra che spera di entrare nella corsa playoff. Settimana prossima c il derby.

18. Niccol Belloni (Massa Carrara, 10 luglio 1994)

Partita: Pro Vercelli Livorno (5 Sprocati 40 Sprocati 81 Luppi, 11 Maicon 25 Siligardi 86 Emerson)

23. Daniel Bessa (San Paolo, 14 gennaio 1993)

Partita: Brescia Bologna 1 1 (23 H 33 Sansone)

Commento: Brutta partita per il talento originario di San Paolo. Nel magro pareggio dei rossoblu, Bessa non riesce ad incidere, fornendo una prestazione lenta e compassata, risultando impalpabile in fase difensiva e non incisivo in quella offensiva. Forse la peggior partita da quando a Bologna.

38. Luca Garritano (Cosenza, 11 febbraio 1994)

Partita: Modena Virtus Entella 2 0 (19 Signori 45 (+2) Garritano)

Commento: dopo qualche partita in affanno, Luca Garritano torna di prepotenza tra i titolari dei gialloblu e si contende con Signori il titolo di migliore in campo. I due gol della squadra di Melotti Pavan nascono dai suoi piedi: prima tira forte e costringe il portiere ligure ad una respinta sulla quale si avventa Signori. Poi raddoppia con un grande stacco di testa sugli sviluppi di un calcio d Garritano is back.

5. Matteo Bianchetti (Como, 17 marzo 1993)

Commento: Dopo le ultime ottime prestazione, Matteo Bianchetti fa un passo indietro in occasione della partita contro la Ternana. E impreciso e farraginoso nei movimenti, facendosi battere in occasione del gol di Avenatti. Battuta d per lui e per lo Spezia.
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Lo dico come lo direbbe Karen Walker di Will categorico e con una nota di annoaiata stanchezza nella voce: don run Ho fatto danza per anni, nuoto, tennis, gran camminate in montagna ed ora mi sono dato al tessuto acrobatico, Però. Io. Non. Corro. E non pedalo.

Peccato che sono in una città dove corrono tutti. Non per lavorare, ci mancherebbe, son sempre olandesi. Corrono proprio per il gusto di farlo, per sport, per passione. Che tragedia nazionale. I ragazzi qui già non hanno il culo, ci manca appena che me lo smagriscono perchè corrono poi ci vengono anche le persone famose (?) a correre ad Amsterdam tipo Shia LaBeouf (ah?), l dei Transformers, a cui, da bravo sportivo, non importa che si veda la minidotatura dai pantaloni da corsa (come testimoniano le trashissime e geniali Marikikka QUI, e vi avviso, non è un blog per signorine che mettono la mano sulla bocca quando fanno i ruttini). Lui si è appena fatto la maratona dello Stedelijk Museum. Bravo.

Io, di base, un post sulle maratone ad Amsterdam non lo avrei mai scritto. Per fortuna c Laccamilla, che quando non è troppo wasted si allena e corre e le maratone se le fa tutte.

Appassionati del genere, eccovi le maratone ad Amsterdam secondo Laccamilla:

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mi chiedi, qual è lo stereotipo dell secondo me, il primo aggettivo che mi viene in mente è: sportivo. Quindi che fa l tipo? Corre! Se giri per Vondelpark o Westerpark o qualsiasi parco di Amsterdam a qualsiasi ora lo trovi lì, l che corre. Ecco, in questo posso dirmi integrata: io adoro correre, adoro anche andare in bicicletta, ma correre ha quel qualcosa in più, non serve un grande impegno mentale: basta mettere un piede davanti all nel frattempo puoi pensare ad altro, e lo sforzo fisico aiuta a riordinare i pensieri, vedo tutto molto più chiaramente.

Sì, mi piace proprio! Al di là della corsetta della domenica per riprendersi dall il bello della corsa è la sfida con se stessi, il superare i propri limiti, l velocità e resistenza. Cosa ti aiuta meglio delle piccole competizioni amatoriali? Gli olandesi lo sanno e ne organizzano un sacco. Se stai attento e segui un po il giro quasi ogni weekend, riesci a trovare la tua corsa, soprattutto tra settembre e novembre, c l della scelta.

Insomma in un blog su Amsterdam, Marco, non poteva mancare l delle running races più o meno serie che hanno luogo ad Amsterdam e dintorni. Partendo dalla celeberrima Dam to Dam, che è la corsa per eccellenza,
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che c stata domenica scorsa (tutti gli olandesi hanno tentato almeno una volta la Dam to Dam), alla Maratona di Amsterdam, eccone qui alcune:

Partiamo con la Vondelparkloop, a gennaio (QUI) 10km, 3 giri di Vondelpark, per incominciare l con il piede giusto. A marzo c la Louis Vinkloop, altri 10km ad Amsterdam Nord (QUI). Queste sono di riscaldamento, poi si sale di livello con la Zandvord circuit run, 12km tra asfalto e dune, a fine Marzo (QUI).

LEGGI ANCHE: Ma n’do cori? Due maratone ad Amsterdam (ma in una nun se core)

Volendo ad Aprile, si può fare gita a Rotterdam, dove ha luogo la maratona, 42km, per chi fa sul serio. In concomitanza organizzano anche la 10km (QUI). Per le donzelle, a giugno, Nike organizza “We own the night” ad Amsterdam, sempre 10km, ma in notturna. Molto bello, sia per chi corre, sia per chi si vede passare davanti un esercito di donne con la stessa divisa correre per il centro della città intorno alla mezzanotte di un sabato sera (QUI).

Nike organizza la stessa corsa in diverse città europee, Berlino, Milano, Parigi Tra luglio e agosto ci si continua ad allenare perchè a settembre c l Dam to Dam appunto, 16km dal centro di Amsterdam a piazza Dam a Zandaam, attraversando i paesini bomboniera al nord della capitale (QUI).

L sponsor ufficiale, ha dedicato una scarpa all Per farvi capire A ottobre la città si attrezza invece per l che richiama runners da tutto il mondo: la TCS Amsterdam Marathon, 42km, per i duri, e la Mizuno Half marathon, per chi si accontenta di 21km (QUI).

Ogni occasione è buona per correre, anche ad Halloween, ed ecco la Run2day Halloween run, si corre in maschera e in notturna (QUI): quest sarà il 25 ottobre. Mentre il primo di Novembre, ad Amsterdam Bos, si corre nel bosco per la Devil trail. Solo 666 iscritti ammessi, 2 opzioni, 14km o 28km (QUI).

Non poteva mancare la corsa in collina: una ce n in Olanda, a Njimegen e si chiude l con la 7 heuvelenloop (QUI) 15km con un dislivello di ben quasi 100m. C anche l 7km. Questo è solo un assaggio, sono quelle che conosco io e in cui mi sono cimentata o mi cimenterò presto, ma c un mondo meraviglioso da scoprire QUI,
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l della scelta.

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Ma dove? Ho provato tutte le marche di questo mondo e le scarpe Nike si sono smpre dimostrate le più tenaci e durature. Proprio ora ne ho indosso un paio, a natale compiono un anno e sono come nuove, mettendole praticamente tutti i giorni. Le silver, poi le shox, poi le squalo sono le scapre col rapporto qualità prezzo peggiore che abbia mai visto. Oltre ad essere oscene. ora la mia parte curiosa emerge e mi obbliga a doverti chiedere: di cosa si tratta? Se è un qualcosa che ti senti di dire mandami un MP, altrimenti ignora questo post.l’ultimo anno ho abbinato la pallavolo al lavoro in fabbrica come facchino (carico/scarico merci a mano) con pacchi che in media pesavano più di 20 kg ( si arrivava fino a 130) e siccome a livello fisico erano entrambi massacranti, la schiena ne ha risentito( anche grazie al fatto che sono alto) e mi hanno diagnosticato una lordosi ( nulla di grave eh) però non riuscirei a fare sport a livello agonistico, ed essendo una persona fortemente competitiva, sarebbe come dire che non posso fare sport e basta. :asd:niente di che, fino ad un paio di anni fa facevo pallavolo ad un livello discreto, anche contando il fatto che avevo cominciato da poco.l’ultimo anno ho abbinato la pallavolo al lavoro in fabbrica come facchino (carico/scarico merci a mano) con pacchi che in media pesavano più di 20 kg ( si arrivava fino a 130) e siccome a livello fisico erano entrambi massacranti, la schiena ne ha risentito( anche grazie al fatto che sono alto) e mi hanno diagnosticato una lordosi ( nulla di grave eh) però non riuscirei a fare sport a livello agonistico, ed essendo una persona fortemente competitiva, sarebbe come dire che non posso fare sport e basta. :asd:E come acquistare roba Armani in Via Montenapoleone.Ti assicuro che le scarpe tarocche non valgono un cazzo,mai.Indipendentemente dalla marca di cui sono la copia.Con la differenza che io non mi atteggio da fashion victim acidella e non compro scarpe per mostrarle(non vedo altra ragione di comprare un paio di scarpe con la foto di un tizio morto sopra), ma come già detto per stare comodo.no, appunto, sono scarpe “da ginnastica” bombate, truzze e inutili.Sono proprio il peggio del peggio.La nike fa tantissimi modelli da ginnastica che hanno il loro perchè, sono comodissime, rispondono bene ai salti e costano 40 euro. Se si distruggono in 9 mesi non gliene fotte niente a nessuno. Prendersene un paio di meno funzionali e più deperibili al quintuplo è assurdo :rotfl:
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E’ andata in onda ieri sera la quinta puntata di Che Dio ci aiuti 2, e tra una citazione di Leonard Cohen e una del Vangelo, abbiamo avuto il piacere di rivedere Gaia De Laurentiis come guest star su Rai Uno per la seconda volta nel giro di tre giorni. Il che per chi è cresciuto con “Sei forte maestro” è comunque un piacere. Ma veniamo alla nostra mitica Azzurra (Francesca Chillemi, oggi non male anche in veste drammatica), che pensa e ripensa al bacio di Guido (sotto l’effetto degli antibiotico e volutamente dimenticato) mentre il piccolo Davide pensa e ripensa a quante cose succedono tra le due tacche che testimoniano quant’è cresciuto. Tra parentesi. Il dubbio amletico di questa puntata per Azzurra è “Ma in Russia il comunismo c’è ancora o no?”

L’AMORE CHE CI CAMBIA Il papà di Azzurra, il fetentissimo notaio Leonardi (Riccardo Polizzy Carbonelli), è tornato alla carica. Vuole passare del tempo con Azzurra, dice lui. Trama qualcosa, dice Guido (Lino Guanciale). E’ un brav’uomo che cerca una seconda possibilità, sostiene Suor Angela (Elena Sofia Ricci) di fronte a tutti, non lo sopporta proprio, sostiene sempre Suor Angela sola di fronte al crocefisso. Moltissimo”.

Facciamo il punto sulle altre fanciulle, intanto: Margherita (Miriam Dalmazio) cambia strada ogni volta che vede il dottor Francesco Limbiati, però conosce un paziente di nome Emilio che un po’ la definisce “ancora sotto botta” e un po’ le rallegra la giornata; Nina (Chiara Laura Glavan) e Chiara (Rosa Diletta Rossi) invece partono per qualche giorno, solo che la prima è convinta di andare a uno chiccoso corso di aggiornamento a Milano e la seconda sa che la sta portando in colonia con i bimbi della parrocchia. Sarà un viaggio burrascoso.

Torniamo ad Azzurra e a Leonardi padre: lui la invita a fare shopping con lei come un tempo, lei accetta al precipuo scopo di “bruciargli la carta di credito” e quando Suor Angela la invita a chiedergli affetto, tempo e considerazione, la risposta è immediata “Meglio due Prada, tacco 12”.

Suor Angela reagisce a modo suo, chiedendo a Guido di fare qualche domandina in giro, e così mentre vediamo il notaio baciare una misteriosa tizia e prometterle una fuga quanto prima, l’avvocato dal cuore d’oro scopre che Leonardi è stato sospeso dall’albo per falso in atto pubblico ed è indagato nella bancarotta fraudolenta di un locale in centro, il Samoa. In poche parole, lui e la sua amante, l’ex proprietaria, hanno fatto firmare a una cameriera ucraina carte che la rendevano proprietaria due giorni prima del crac, e poi son spariti nel nulla. Il fratello della ragazza finita in carcere ora sta cercando Leonardi, che quindi deve fuggire. e il documento che ha così fretta di far firmare ad Azzurra è una delega per vendere la casa in Sicilia, l’unica cosa che gli è rimasta.

Azzurra ovviamente tutto questo non lo sa, e prima svaligia un negozio di scarpe e borse, poi vedendo la sintonia di una bima col papà le restituisce tutte (tranne una) e chiede al padre di passare solo del tempo con lei. Infine lo trascina al parco a giocare a calcio con Davide (Cesare Kristian Favoino), che si diverte un mondo. E Azzurra, inevitabilmente, sogna. Nota di merito a questo punto per la Chillemi: la puntata di oggi era la più drammatica sul suo personaggio, di ironia ce n’era davvero poca eppure è stata all’altezza e non ha fatto rimpiangere Serena Rossi nel ruolo di “cuore romantico” della fiction. Mica male come risultato.

Nota anche per la battuta di Suor Angela dedicata a Guido: “Senti, io sono stata dentro per rapina a mano armata e concorso in omicidio, quando ti viene voglia di scherzare con me. ricordatelo!”. E’ la battuta che prova la lontananza di questa serie da Don Matteo e la sua vicinanza oso? ebbene, oso a Tutti pazzi per amore.

Azzurra torna a casa entusiasta e non vuole ascoltare i consigli di Suor Angela e di Guido sul padre. Al contrario. vuole dare una possibilità all’essere figlia, e Suor Angela si ricordi che non è sua madre, e non lo sarà mai. La suora dei nostri sogni all’inizio ci resta male, poi attraverso una lezione che le dà il piccolo Davide capisce di avere esagerato.

Il bimbo infatti doveva scegliere che strumento suonare a scuola e aveva barrato la casella della batteria, ma dopo uno scambio di affettuosi dialoghi con Madre Costanza (“Sei sicuro di non imbarazzarti se ti porto a scuola io?””E’ peggio con Azzurra, i papà dei miei amici la guardano tutti, meglio la suora””Lo sai che io all’inizio non ti volevo in convento ma adesso ho capito che sei un ometto speciale?”) coglie una sua preferenza per l’organo e afferma di voler suonare quello.

Suor Costanza (Valeria Fabrizi) va in estasi, inizia a farlo suonare dalla mattina alla sera e a progettare Lodi e Salmi musicati dal bimbo, finché Suor Angela non la riporta alla realtà. E così arriva il product placement Suor Costanza va a ritirare i risparmi messi da parte al Credito Cooperativo per andare al pellegrinaggio con Suor Angela, scopre che hanno fruttato bene e che può comprarci una mega batteria per il pargolo. “E andiamo sempre al pellegrinaggio!” Esulta Suor Angela. “No, io vado al pellegrinaggio e tu resti qui con la batteria perché i miracoli li fa solo Gesù Cristo”. chiarisce Costanza. Perché pure al product placement c’è un limite.

Torniamo ad Azzurra, che chiede al padre di andare a pranzo a casa loro, invece che in un lussuosissimo ristorante. Ed ecco la scena drammatica: Azzurra rievoca le colazioni col padre, quando lei parlava e parlava. e lui leggeva il giornale. “Così ogni mattina pensavo: stasera sarà fiero di me”. Leonardo è spiazzato dal cambiamento della figlia, ma se non ottiene la sua firma non può fuggire con la donna che ama. E nonostante l’invito di Suor Angela a non ferirla di nuovo,
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non intende demordere: Azzurra si farà una vita e lui anche. hanno strade diverse ormai. Giustissimo, dice Azzurra che ha sentito tutto ma soprattutto che ha scoperto tutto grazie a un documento trovato a casa del padre. Infatti non lo vuole più vedere e a vendere la casa in sicilia non acconsentirà mai. Nemmeno se si ripresenterà il brutto ceffo che l’ha schiaffeggiata il giorno prima (dando il “la” a una gustosa spiegazione sul Tao “letta su Vogue”).

Parentesi ospedaliera: Limbiati (Luca Capuano) piomba in ufficio da Margherita dopo averla vista fare la carina con tutti i suoi colleghi, le dice che non possono proprio stare assieme ma che lui è geloso marcio e la bacia. E la invita a Parigi. Scordandosi il cercapersone lì accanto. Margherita accetta e inizia a guardare foto di Parigi online. Solo che quando riporta il cercapersone a casa di lui ha un’imprevista rivelazione: Limbiati non solo ha un cane ma è pure sposato!

Azzurra va da Suor Angela con le scarpe nuove in mano: le dia ai poveri. Angela però la fa riflettere: forse suo padre ha bisogno di lei come un povero di cuore. è stata ingannata è vero, ma il suo amore è vero è lo sta cambiando. Azzurra ci pensa un po’ su ma poi esegue: chiama il padre e firma il documento, ma sul più bello arrivano i carabinieri e portano il notaio in caserma. Fortuna che a tirare su Azzurra arriva Giannandrea (Jgor Barbazza), fresco di fascino russo e tutt’altro che comunista, come scopre Azzurra nella lezione quotidiana di geopolitica.

Telefonata imprevista nel cuore della notte per Guido: una donna lo cerca, si chiama Giuliana e ha scoperto qualcosa di inimmaginabile su tale Marcello. Un incidente però le impedisce di dire di più. ma l’indomani scopriamo che Giuliana è la cognata di Guido e che è sposata con suo fratello Marcello. Perché Guido ha un fratello?

Ebbene sì, e ne facciamo la conoscenza subito dopo: fuma, beve whisky, ha dissipato un’eredità intera al gioco e scambia strane occhiate con la neurochirurga (eccola, Gaia De Laurentiis) che dovrebbe operare la moglie, finendo per rifiutarle il consenso. Il motivo è presto evidente, quando gli orologi di entrambi si rivelano “fasati” sul fuso orario di Londra. La chirurga e Marcello sono amanti, ed erano fuori città insieme. Guido incrocia le lame (letteralmente, usano due sciabole!) col fratello e lo accusa di avere tradito la fiducia della moglie come ha sempre fatto con le persone che lo hanno amato, e anche di non aver dato il consenso all’operazione perché se la moglie resta in coma può vendere la casa cointestata senza il suo consenso.

Suor Angela prima se la prende con lui, poi è costretta ad ammettere che potrebbe avere ragione, soprattutto dopo un drammatico confronto con la neurochirurga, che si scopre un personaggio molto più complesso di una semplice “amante”: è una donna che ha fatto volontariato in africa, che lavora 60 ore a settimana per salvare il prossimo in sala operatoria, che non ha un minimo di spazio per la vita sociale. e che una sera ha visto Marcello arrivare al pronto soccorso.

“Erano due anni che non baciavo un uomo, non posso essere felice anche io?” chiede amara? Suor Angela di rimando: “E ora lo sei?” e la questione è tutta lì. Marcello nel frattempo ha deciso di far trasferire la moglie che ora si è reso conto di amare a Ginevra e farla operare lì. Dopo un’iniziale titubanza (“Forse la vita sta scegliendo per noi.” anche la chirurga consente, ma ovviamente il precipitare degli eventi la costringerà a una scelta.

Chi non ha bisogno di scegliere è Assunta, che schifata dal rifiuto di Guido di aiutare economicamente Marcello, gli sottrae con destrezza il bancomat (“Davide ha bisogno di una tuta nuova, il PIN!”) e lo usa per pagare i massaggi a Margherita, le scarpe per sé, la tutta bella per Davide e perfino l’mp3 che lui desiderava tanto. e che però rifiuta, per non far arrabbiare Guido, di cui desidera disperatamente la stima e l’affetto.

Guido peraltro non è affatto ricco, scopriamo poco dopo: ha venduto le ville ereditate per pagare i debiti di Marcello, ma questo il fratello non lo sa. E per ora lo ignora pure Azzurra.

Riecco Emilio (Ludovico Fremont), il paziente fascinoso che vuole tornare a correre i cento metri sotto gli undici secondi ma al momento ha bisogno di un cuore nuovo per salvarsi da una cardiomiopatia dilatativa. Che come Margherita gli ricorda con una sensibilità da ippopotamo, può avere esiti letali.

Chi di ippopotamo ferisce, di ippopotamo perisce, si potrebbe dire. Margherita torna al convento sconsolata e Suor Angela le manda Nina a consolarla, con esiti tragicomici. Prima “l’amica” le fa cancellare tutti i messaggi contenuti nel telefono compreso l’ultimo della nonna prima di morire, poi le sbatte in faccia l’amara realtà: un uomo bello e intelligente non arriva scaplo a quarant’anni. Azzurra arriva appena in tempo per salvare Margherita e proporle shopping e massaggi. A me la terapia di Nina piaceva molto, però.

Guido è a un passo dall’uscirci di testa: prima Suor Angela lo becca a fumare (Marcello gli aveva insegnato a tredici anni e aveva smesso a quattordici), poi le dice sbroccando che è stufo di sentirsi definire “forte”. Mica è così facile o automatico fare sempre la cosa giusta, se qualcuno lo capisse.

Suor Angela reagisce sfoderando le citazioni della giornata, che ormai aspetto come un criceto il suo semino della sera. E sono “C’è una crepa in tutte cose ma è da lì che entra la luce” di Leonard Cohen, e “Là dove abbonda il peccato lì sovrabbonda la grazia”, del Vangelo.

Momento di decisioni: Azzurra decide di confessare il “furto” del bancomat prima a Suor Angela di primissima mattina, praticamente all’alba (“Io a questa cosa dei capelli non mi abituerò mai!”), poi a Guido, che a sua volta le confessa di non essere affatto ricco. paradossalmente conquistandola un po’ di più.

Marcello a sua volta sta per partire per Ginevra ma le condizioni della moglie precipitano e c’è bisogno di operare al più presto: la neurochiruga ex sua amante va nel pallone e ci pensa Suor Angela a risolvere la situazione ricordandole che prima di essere un medico (che per legge ha diritto a tirarsi indietro se emotivamente coinvolto) è una donna che deve recuperare se stessa seguendo una legge incisa nella propria coscienza. E così Limbiati accetta di sostituirla ma arriva tardi, perché la bionda chirurga ha deciso di operare la moglie del suo ex amante. E le salva la vita.

Marcello lascia il convento e se ne va da Giuliana non prima di aver reso felice Davide dicendogli che assomiglia a Guido da piccolo e Suor Angela a fine puntata conclude guardando verso il cielo “Guarda un po’ cosa riesci a tirare fuori tu dai nostri pasticci”.

Anticipazioni sulla prossima puntata di Che Dio ci Aiuti 2: Davide decide di far innamorare Guido e Azzurra e organizza una cena, mentre lei è sempre più presa da Giannandrea, Riccardo chiede a Chiara di diventare sua moglie e Margherita vive la sua relazione clandestina con Limbiati.
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L’inverno di quest’anno è iniziato da poco, visto che le temperature si sono abbassate solo nell’ultimo periodo, e questi gadget riscaldanti USB vi torneranno utili proprio per affrontare i vari problemi che il freddo porta nella quotidianità di tutti: chi lavora al PC non può scrivere per via delle mani ghiacciate, chi deve muoversi spesso in casa deve indossare due o tre paia di calze; insomma, ce n’è un po’ per tutti.

Abbiamo quindi deciso di raccogliere in una fotogallery dei gadget per l’inverno che rappresentassero un evergreen per tutti: non dei dispositivi all’ultimo grido e costosi in maniera impressionante, ma qualcosa che, pur non costando troppo, potesse tenervi caldi sia dentro sia fuori casa (soprattutto dentro, a dire il vero, visto che fuori, più che cappello, sciarpa e cappotto, difficilmente potreste indossare qualcosa di tecnologico preposto a questo scopo).
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Rimbalzano contro i ceffi le pietre. Le unghie turpi si celano.Stillavano sangue le tre canne in salvo rapite alla cantoria degli Schiavi, forse in vista di Santa Gorizia, forse a San Grado di Merna: sangue di confessione; e brillavano pi del fucile.LA PREGHIERA DI DOBERD1.2. Per lo squarcio del tetto il mattino di settembre gli illumina le piante dei piedi piagate; ed come un lume che raggi dalle sue st di amore.3. In questo lume soffrono i feriti della notte colcati su la paglia lungo il muro superstite della povera casa di Dio.4. Per ci il Poverello qui piange.6. Gli elmetti ammaccati, scrostati, forati, l su l grigi come la cenere, col cuoio dentro macero di sudore, intriso di sangue.7. Gli elmetti ch tenuti dalla soga sotto il mento dei morti, e per torli fu fatto un poco di forza alla mascella dura.8.9.10.11. Il medico, tra fiaschi fasce garza e cotone,
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curvo su la cimasa della balaustrata di legno malferma scrive le sue tristi tabelle.12. Da presso, ripiegate, contro il muro cadente, simili a vecchie bandiere chiuse nelle custodie di tela, maculate di rosso e di bruno, poggiano le bianche barelle.15. Non si lagnano, non chiamano, non dimandano, non fanno parola. Taciturni, aspettano che di strame in strame li trasmuti la Patria, con le tabelle quadre legate al collo da un filo, ov scritta la piaga e la sorte.
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Almeno 2.500 euro di roba rubata. E il bilancio dell ad opera di ignoti avvenuta nella notte all della Fiera del Mediterraneo, nei locali della comunit Emmaus. Sono state rubate bambole e oggetti antichi, orologi, fumetti e giocattoli vintage, scarpe nuove.

“Stamattina abbiamo trovato segni di scasso e ci siamo accorti che hanno rubato tutti quei pochi oggetti di valore che avevano collezionato in vista della nostra vendita straordinaria di solidariet spiegano da Emmaus . Tutto sparito. Qualcuno che conosceva il mercato e sapeva dove mettere le mani si anche dilettato in cucina. Preparando tre pasti a base di carne e finendo con un buon caff Insomma, facciamo di tutto affinch il nostro mercato solidale sia un posto accogliente, ma non pensavamo anche per i ladri. Con questa cifra l comunit Emmaus ci vive per un mese”.

Da due anni e mezzo Emmaus opera nel Padiglione 3 della Fiera del Mediterraneo, permettendo l grazie alla raccolta e rivendita di merce usata, di una comunit che accoglie 10 persone in difficolt italiane e straniere. “Esprimiamo la nostra pi affettuosa vicinanza ai volontari di Emmaus che da anni realizzano un esperienza di solidariet e impegno civile la nota di solidariet del sindaco Leoluca Orlando e dell alla Cittadinanza sociale, Giuseppe Mattina . Siamo certi che il furto subito, cos come avvenuto per gli atti vandalici del passato, non fermer la loro attivit anche grazie alla vicinanza e alla solidariet dell comunale e di centinaia di cittadini”.
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