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Wall Street: indici ancora in calo (Dj 0,63%), il focus resta la Grecia

Quando manca un’ora alla fine degli scambi, gli indici a Wall Street restano in calo con gli investitori che digeriscono i dati macroeconomici e restano cauti per via dei continui timori riguardanti la Grecia. Il governo greco ha detto che conta di raggiungere un accordo con i creditori entro domenica ma i funzionari europei negano che un’intesa sia vicina.

Non a caso il segretario al Tesoro Jack Lew, dal G7 in Germania, è tornato a premere affinché Atene e i suoi creditori raggiungano un accordo il prima possibile per evitare un “incidente”.

Dal fronte macroeconomico, il Pil Usa del primo trimestre è sceso dello 0,7% contro un 1% atteso. La fiducia dei consumatori calcolata dall’Università del Michigan a maggio è scesa sui minimi di sei mesi ma è risultata migliore delle stime. Il Chicago Pmi a maggio ha mostrato una contrazione dell’attività manifatturiera nella regione, una cattiva premessa per il dato di lunedì sull’Ism manifatturiero relativo all’intera nazione.

Il Dow Jones perde 115 punti, lo 0,63%, a quota 18.011, l’S 500 segna un 12,75 punti, lo 0,6%, a quota 2.108, il Nasdaq scivola di 27,28 punti, lo 0,52%, a quota 5.071. Rally del petrolio: il contratto a luglio è cresciuto del 4,5% a 60,3 dollari al barile.

Petrolio chiude a NY +4,5%, nel mese +1,1%

Per la seconda volta di fila il petrolio ha chiuso in rialzo chiudendo il mese in aumento. Al New York Mercantile Exchange il contratto a luglio ha aggiunto 2,62 dollari al barile, il 4,5%, a quota 60,3 dollari al barile. Si tratta del balzo giornaliero maggiore dal 15 aprile scorso.

Nel mese il bilancio è pari a un +1,1%. A sostenere le contrattazioni oggi è stato il calo delle trivelle petrolifere negli Stati Uniti per la 25esima settimana di fila e a un passo più rapido rispetto alla settimana precedente. Ieri inoltre le scorte settimanali in Usa sono scese per la quarta settimana di fila dopo avere toccato i massimi storici ad aprile ma la produzione è salita inaspettatamente.

Rame a NY chiude 1,4% sui minimi del 23 aprile, a maggio 5,5%

Ancora una volta il rame ha chiuso in calo, questa volta per i timori di un rallentamento dell’economia in Cina (il principale consumatore del metallo industriale). Il contratto a luglio, il più scambiato, è sceso dell’1,4% a quota 2,7525 dollari a pound al Comex, divisione del New York Mercantile Exchange.

Si tratta dei minimi del 23 aprile. Anche la revisione al ribasso del Pil americano del primo trimestre ( 0,7% contro stime per un 1%) ha condizionato l’appetito degli investitori. Il bilancio del mese è pari a un 5,5%

Petrolio in volo +4,8%, trivelle Usa calano per 25esima settimana di fila

Per la 25esima settimana di fila, il numero delle trivelle petrolifere negli Stati Uniti è sceso a un posso più rapido rispetto alla settimana precedente. Stando al rapporto pubblicato ogni venerdì dal gruppo di servizi petroliferi Baker Hughes, nella settimana finita oggi i pozzi sono scesi di 13 unità a quota 646 contro il 1 di venerdì scorso, quando i trader arrivarono a pensare che il mercato avesse toccato il fondo.

Ora le trivelle attive sono in calo del 60% rispetto al picco visto a ottobre pari a quota 1.609. Il WTI, già in rally, accelera ancor di più: il contratto a luglio sale del 4,8% a 60,45 dollari al barile. Negli ultimi due mesi il greggio ha guadagnato il 40% circa su attese che la produzione americana rallenterà ma la corsa delle quotazioni si è bloccata in area 60 dollari. Ieri sono arrivati segnali misti: le scorte settimanali in Usa sono scese ieri per la quarta settimana di fila dopo avere toccato i massimi storici ad aprile ma la produzione è salita inaspettatamente.

Humana prende il volo in borsa (+17,48%), è in vendita

A Wall Street il titolo Humana prende il volo e sale del 17,48% portandosi su massimi storici dopo una sospensione delle contrattazioni per eccessiva volatilità. L’assicuratore sanitario sta valutando una vendita, una mossa che potrebbe dare il via a un consolidamento nel settore.

Secondo il Wall Street Journal, il gruppo ha ricevuto l’interesse per un takeover da parte di vari soggetti tra cui Aetna (+2,22%) e Cigna (+4,72%). Goldman Sachs starebbe lavorando alla cessione. La valutazione di Humana prima delle indiscrezioni era pari a quasi 27 miliardi di dollari. Tra i competitor guadagnano Anthem (+3,76%) e UnitedHealth (+1,15%).

T Bond ancora in rally ma verso chiusura del mese in lieve calo

I Treasury restano protagonisti di un rally alimentato da una serie di dati macroeconomici deludenti e dai tipici acquisti di fine mese. Ma il mercato americano del reddito fisso si prepara a chiudere il mese di maggio in lieve calo: la recente ripresa non è bastata a controbilanciare le perdite viste a inizio mese, colpa del sell off che aveva colpito i titoli di stato dell’Eurozona e della pesante offerta di nuovi bond inclusi quelli aziendali.

Oggi a parte la contrazione dell’economia americana nel primo trimestre più contenuta delle attese a deludere è stato il Chicago Pmi, che indica come a maggio l’attività manifatturiera nella regione si sia contratta. Ciò non promette bene per il dato di luned” sull’Ism manifatturiero relativo all’intera nazione. Il decennale vede rendimenti che si muovono inversamente ai prezzi in calo al 2,1022% dal 2,132% di ieri. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,0025%.

Questo l’andamento delle altre scadenze:

Titoli a 2 anni, rendimento in ribasso allo 0,6092% Titoli a 5 anni, rendimento in calo all’1,4756% Titoli a 30 anni, rendimento in decrescita al 2,8527%

Wall Street riduce le perdite (Dj 0,41%), focus sulla Grecia

A metà seduta gli indici a Wall Street sono in calo ma sopra i minimi visti nel durante. Come in Europa anche in Usa la Grecia torna a preoccupare. Non a caso il segretario al Tesoro Jack Lew, dal G7 in Germania, è tornato a premere affinché Atene e i suoi creditori raggiungano un accordo il prima possibile per evitare un “incidente”.

Se non si sono fatti sorprendere da una revisione al ribasso del Pil del primo trimestre in contrazione dello 0,7% contro un 1% atteso gli investitori ora cercano conferme per capire se l’economia americana si sta o meno riprendendo nel trimestre in corso. Per quanto il dato finale sia migliore delle previsioni, la fiducia dei consumatori calcolata dall’Università del Michigan a maggio è scesa sui minimi di sei mesi.

Il Dow Jones perde 74,17 punti, lo 0,41%, a quota 18.051,95, l’S 500 segna un 6 punti, lo 0,29%, a quota 2.114,57, il Nasdaq scivola di 6,8 punti, lo 0,13%, a quota 5.091,18. Rally del petrolio: il contratto a luglio cresce del 3,55% a 59,73 dollari al barile.

Da cambi composizione indici Russell picco scambi per 40 miliardi

La prevista revisione delle componenti degli indici Russell, che tengono conto dell’andamento di determinati segmenti di mercato a livello globale, potrà generare un picco di scambi, valutato oltre 40 miliardi di dollari, nel corso della seduta del 26 giugno, quando saranno formalizzate le variazioni.

Come ricorda l’emittente televisiva Cnbc, ogni anno in questo periodo Russell Investments aggiorna le componenti degli indici Russell 1000, 2000 e 3000, in modo da rendere meglio conto dell’andamento delle aziende, per lo più in termini di capitalizzazione di mercato. Secondo indiscrezioni dovrebbero essere aggiunte oltre quaranta società, tra cui GoDaddy e Skechers Usa, al Russell 1000, da cui dovrebbero uscire più o meno altrettanti gruppi, tra cui Abercrombie Fitch. Inoltre, oltre 300 aziende dovrebbero entrare o uscire dal Russell 2000.
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