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>: una presa di coscienza obbligata. La multinazionale indica quattro principali aree di violazione dei diritti dei lavoratori: ore di lavoro, libert di associazione, stipendi e molestie. Il ricorso al lavoro minorile risulta raro. Al 31 maggio 2004, le fabbriche dei fornitori di Nike erano 731, di cui 124 in Cina, 73 in Thailandia, 35 in Sud Korea e 34 in Vietnam. I lavoratori occupati sono oltre 650 mila, in maggioranza donne tra i 19 e i 25 anni. Oltre 285 mila sono nell’Asia settentrionale e oltre 265 mila in quella meridionale. Tra il 2003 e il 2004, Nike ha controllato 569 fabbriche di suoi fornitori. In oltre la met delle fabbriche dell’Asia del Sud e nel 25 per cento delle fabbriche sparse nel mondo,
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l’orario normale di lavoro supera le 60 ore settimanali. L’operazione trasparenza di Nike ha ricevuto le congratulazioni dell’International Textile Garment and Leather Workers Federation (Itglwf), che riunisce 217 organizzazioni sindacali in 110 Paesi, rappresentanti oltre 10 milioni di lavoratori del settore, tra cui le italiane Filtra Cgil, Femca Cisl e Uilta Uil. I consumatori hanno il diritto di sapere dove il loro abbigliamento realizzato e in quali condizioni, afferma un comunicato dell’Itglwf. La maggior parte dei venditori al dettaglio si sono dotati di codici di condotta sulla pratiche di lavoro nella catena dei loro fornitori, ma senza una vera trasparenza pressoch impossibile controllare se mantengono fede alle loro promesse. Se gli schiavi dei palloni e delle scarpe da football hanno trovato un Ronaldo che s’ impegnato a non usare mai pi scarpe prodotte dai bambini del terzo mondo sottopagati, non hanno per ora illustri santi protettori gli schiavi delle multinazionali del computer. Ma ieri la Nike ha aperto la strada anche a loro: Just do it.

1996 In Indonesia diversi operai restano mutilati alla catena di montaggio di una fabbrica di scarpe per Adidas e Nike. Vengono licenziati perch si permettono di protestare. I sindacati americani li invitano a raccontare la loro storia negli Usa. Emerge per la prima volta che i diritti dei lavoratori non sono uguali dappertutto secondo le multinazionali.

1998 L’industria del pallone nel Pakistan cerca di mettere fine allo sfruttamento dei minori sul lavoro. Incominciano le manifestazioni di protesta degli attivisti no global contro lo sfruttamento dei lavoratori nel Terzo Mondo da parte delle multinazionali, Nike in testa. Nike sponsor delle Olimpiadi e regala a tutti i corrispondenti della rete tv Cbs che copre l’evento una giacca con il famoso simbolo Nike. E’ scandalo per corruzione.

1999 Nike pubblica nomi e indirizzi di alcune sue fabbriche nel Terzo Mondo. Anche Reebok ammette cattive condizioni nelle sue fabbriche.

2000 Gli attivisti no global invitano gli atleti a visitare le fabbriche Nike in Indonesia.

2001 Nike promette di porre rimedio alle condizioni di lavoro in Indonesia.

2002 Il “Nike Globe Project” invita a rendere pubbliche tutte le localit delle fabbriche che sfornano prodotti Nike nel mondo: su 720,
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solo 50 sono note.