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Delle quattro protagoniste di Sex sempre stata la mia preferita: i suoi squillanti look, trucchi, parrucchi e orpelli, pur esasperati, erano adeguati al personaggio e in quegli anni parevano straordinari, originali, cosmopoliti come i cocktails che le nostre ragazze si bevevano allegramente nei locali pi cool di Manhattan, mentre noi le guardavamo dai nostri divani immersi nella nebbia della pianura padana.

Avanguardista, tra il vintage e l couture, eccentrica e kitsch: un marchio di fabbrica per Carrie Bradshaw, cos fortemente caratterizzante che deve essere difficile scrollarselo di dosso. Non stiamo parlando di forfora sulle spalline ma di un pesante. Icona glamour, personaggio svagato, insoddisfatto, alla ricerca del grande amore, del look giusto, del paio di scarpe dei sogni, tra una fumatina, un Cosmopolitan e tante avventure, Carrie ci affascinava per la sua inquietudine tutta femminile, le sue debolezze da fashion victim, per le sue passioni ad alto tasso erotico, per le gambe toniche, per le braccia definite (non parliamo della pancia piatta, nonostante i dolci che si scofanava). Ma ci ammaliava soprattutto per la sua insicurezza di fondo, i suoi abbagli amorosi, le sue troppe sigarette e i bidoni di Mr. Big. Siamo state tutte, almeno una volta, questa Carrie. Insomma ha interpretato una serie di pellicole non proprio memorabili, da attrice in cerca di ruoli alternativi, sempre di fondo gli stessi, ripetitivi parimenti al look che alterna candid per le strade dove appare agghindata come una casalinga del Queens che si vestita al buio e di corsa, a Red Carpet fuori sincrono e logica. Meglio ritirarsi all della gloria, come le divine del passato.

No Sarah, tu non puoi uscire cos per strada, tu non puoi permettertelo, tu sei sempre Carrie, per noi!

Non puoi (non devi) vestirti come un(a) blogger!

Devi rivedere il tuo concetto di casual!

Meglio abbandonare le scene, non perseverare: non si pu che rabbrividire al pensiero dei sequel trash di Sex e scordare i look esibiti. Le Manolo gridavano vendetta, abbandonate per innaturali sandali platform.

Ha cercato strade alternative, sempre fashion: ha collaborato con Halston, marchio storico cui non ha impresso chiss quale svolta. Ha creato una linea cheap, Bitten, che suppongo giaccia invenduta in qualche magazzino polveroso.

Preferiamo ricordarla come un issata su tacco 12 e dai capelli mechati, frutto dell talentuoso di Patricia Field, la rossa stylist che ha creato un impero sui look pensati per le protagoniste della serie (e meno per se stessa).

Rivederla cos diversa, indecisa tra l e il non essere (Carrie o Sarah) sui Red Carpet, induce un certo sconcerto.

Forse difficile prendere atto che finisce un E quella delle 4 regine di Manhattan su tacchi a spillo finita, ora regna Gossip Girl con le zeppe e ankle boots.

Forse siamo cambiate noi, non pi momento, siamo prese dalla contingenza, le crisi, i figli, una moda che ci vuole minimal anche nel portafogli e la necessit di una vita che ci pretende sobrie, nel look ma anche nel tasso alcolico in circolo.

L vincente di Sarah per un accessorio unico: la dolcezza materna, che le illumina il viso di una luce speciale che non troviamo in Carrie, cos sospesa tra il mondo di Big e prigioniera dei suoi stessi dubbi, della sua stessa vita. Invece Mrs. Broderick porta disinvolta a spasso una delle sue gemelle, e ci piace cos anche se nel vedere una borsa borchiata che nulla c con il look, i pantaloni erranti che escono dagli Ugg, i capelli che implorano un brushing, sale un po di nostalgia e la voglia di pensarla in canottiera di seta e culotte, intenta a scrivere la sua rubrica su un portatile (che ora sarebbe sicuramente un IPad) appoggiato ad una pila di Vogue, tra una sigaretta e un bicchiere di vino, tra avventure erotiche incerte e carte di credito perennemente in rosso.
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