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Facebook instagram TwitterCronacaPoliticaSportEconomiaConsumatoriSpettacoloCulturaHi Tech ARCHIVIORUBY RISSO MESSICO E LA RESPONSABILIT DI CHI SCRIVE 20 Aprile 2014 GENOVA. 20 APR. Qualche giorno fa è apparso un post piuttosto duro sulla bacheca di Facebook del profilo di Luca Risso, marito di Karima El Mahroug, al secolo Ruby, che esprime tutta la propria rabbia nei confronti di un giornalista di Repubblica e, più in generale, della categoria.

Ci sentiamo un po’ toccati dalle espressioni dure “voi giornalisti, in Italia, potete dire e scrivere tutto quello che volete. senza che nessuno vi faccia niente . . o meglio maiale non mangia maiale.” e così ci siamo sentiti in dovere anche noi di scrivere sull’argomento.

“No, caro Luca, non è sempre così, non siamo tutti uguali, ognuno fa il proprio lavoro come ritiene di farlo nel migliore dei modi e ti assicuro che non è un lavoro facile. Molte volte si hanno delle responsabilità più grosse di noi. Scrivendo una notizia si cerca di farlo nei migliore dei modi, descrivendo i fatti come sono avvenuti o come appaiono, sia che siano belli o siano brutti”.

Le parole del giornalista, (“Repubblica è in grado di ricostruire, con testimonianze, l’ultimo segreto di Ruby”) volgono a presunte risorse versate per il “silenzio” di Ruby dall’ex premier Silvio Berlusconi, risorse che sarebbero state in parte usate ad una “fuga in Messico” di Ruby insieme alla figlia e al marito Luca e, in parte, per un possibile investimento presso la National Bank of Abu Dhabi, filiale di Dubai.

La Repubblica, per penna di Paolo Berizzi, prosegue parlando di “sceicchi, corone, party, boutique stellate, spiagge e mari cristallini” ed ancora “Conti correnti. Viaggi, hotel e cene di lusso. Abiti, scarpe, gioielli, orologi. Stylist personali. E un nuovo buen retiro dorato in Messico, a Playa del Carmen” ad opera di Ruby.

Proprio a Playa del Carmen, sempre secondo le fonti de La Repubblica, la famiglia di Ruby vivrebbe in una casetta da 1,5 milioni, mentre è in fase di costruzione “Casa Sofia”, un mega ristorante resort sulla spiaggia.

Le parole di Luca sono piuttosto dure ed essendo di Genova ed avendolo conosciuto, lo abbiamo contattato.

Lui è davvero arrabbiato e disgustato dalla situazione. E’ un fiume in piena e conferma parola per parola ciò che ha scritto su Facebook: “Non abbiamo nessun milione da investire! Non ci sono ville sul mare da 1,5 milioni. Viviamo in una casa da 700 euro al mese nel centro del paese”. “Il mega resort Casa Sofia da 2,5 milioni? Ma figurati, è un ristorante con laboratorio di pasta fresca con un investimento di 1.3 milioni di pesos messicani, circa 98.000 dollari americani e 75.000 euro e ti assicuro che se dovesse andare male, saranno dolori”.

“Pensa, in seguito alle cavolate scritte da Repubblica, riportate da altri mezzi e riprese dai giornali messicani, sono stato contattato dalla Polizia del posto che mi ha chiesto se avevo avuto dei problemi, magari per qualche disperato o sbandato che avendo letto sui giornali queste notizie, ci avesse molestato.

Per questo ha poi aggiunto: “Non dovete temere, perché i veri i delinquenti vanno dove c’è da prendere. Ne sanno più loro di noinon si sporcano per poco”.

“Però vedi prosegue Luca sono venuto via dall’Italia, sono venuto qui, dove sto cercando di crearmi una nuova vita e ci sono con mia moglie e mia figlia che proteggerò sempre anche con la vita e questi per scrivere, per vendere delle copie di un giornale o per screditare un politico, devono inventare, infangare e crearmi dei pensieri? No, proprio non ci sto!”.

E’ amareggiato Luca a dire queste parole, e si che nel passato ha difeso la bandiera italiana, poi il cambio di lavoro, la nascita di una famiglia ed ora l’avventura in Messico.
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